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L’eterno conflitto

Il secondo episodio della saga di Sporchi di Ombra (Lords of Shadow) è uno di quei giochi pieni di quell’ alone di feccia che viene inutilmente appioppata ad alcuni titoli a prescindere dal loro reale valore. Molte volte quella macchia c’è eccome, questa volta forse no. Prima di procedere con le mie due righe sul gioco vorrei scusarmi se il disegno di sopra vi sembra così terribilmente scemo ma avevo avvertito internet intero:

Ancora quadratini

La quantità di giochi in stile Metroidvania, tra cui il precedentemente trattato Guacamelee e lo stesso Super Metroid uscito su virtual console (comprato a 30 centesimi dall’ eShop) mi da la possibilità di avere una bella rinfrescata sul tema e sulla sua evoluzione.

Castlevania, sopratutto nelle sue versioni portatili create dal team della bonanima di Koji Igarashi (non è morto, spero), ha preso una strada ben precisa, cioè una mappa estesa esplorabile nella sua interezza grazie ad un personaggio principale dalle abilità incrementali, non tutte le strade sono aperte, c’è il giochetto del backtraking per ritornare sui propri passi, insomma funziona, lo ha fatto per ben 7 giochi con risultati sempre a mio avviso buoni ed in alcuni casi ottimi.

Poi ad un certo punto sono entrati in gioco i MercurySteam, spagnoli, un pò Del Toro, un pò Almodóvar, che hanno messo in piedi una nuova Saga, con una nuova storia e con un nuovo tipo stile di gioco tirando fuori il picchia-scassa-massacra-tecnico più bello di questa generazione (a mio avviso), nonostante il framerate ballerino (aspettando l’uscita su Steam ed il secondo capitolo su PC) ed un finale quantomeno fuori dal comune.

Per la versione portatile ci si aspettava quindi una specie di God of War portatile. E invece no. Igavania once Again, solo che stavolta un pò meno intricato del solito.

Immagini al secondo, al primo maccaroni

La demo che c’è sull’ eShop per 3DS non rende giustizia al gioco. E spoilera anche, quindi non la guardate. Il framerate del titolo in questione perde colpi soltanto durante alcune cutscene, per il resto nonostante non siano i 60FPS auspicabili da un Castlevania nel 2013 i 30fps del Mercury Engine Mobile fanno il loro porco dovere.

Se nei primi passaggi la grafica del gioco può sembrare non proprio impressionante, dal secondo atto in poi sembra che i grafici di Mercury Steam si siano impegnati decisamente di più sotto tutti i punti di vista, sia di modellazione ambientale, sia per quanto riguarda luci e regia.

Il gioco rende tantissimo se lo slider del 3D viene sparato al massimo, rendendo gli ambienti molto suggestivi, sembrano infatti appositamente studiati per avere una grande profondità. Il problema è che dopo 5 minuti avrete 2 decimi per occhio e le mani anchilosate, ma vuoi mettere l’effetto?

La cosa che però non comprendo è la scelta di usare due diversi stili per le cutscene “importanti” con personaggi in Cel Shading e sfondi disegnati, e modelli normali, quindi classici come si vedono in qualsiasi altro titolo per altre cutscene minori, boss fight e gioco in generale. Io avrei fatto tutto con lo stile cartoonesco, che poi non immaginatevi roba super deformed, è un signor effetto Graphic Novel.

Resta comunque molto bello, penso uno dei migliori titoli per 3DS di terze parti. Secondo me c’era una mezza intenzione di farlo girare anche su altri device visti alcuni particolari fin troppo dettagliati per la scarsa risoluzione del 3DS e le dichiarazioni del team riguardanti una facile conversione in HD del titolo. Infatti alcune animazioni sembrano siano studiate per un framerate maggiore dei 30 FPS.

Male non ci starebbe, basta che non faccia la fine della conversione di Resident Evil Revelations. A quel punto meglio 3DS only.

Mazzate spensierate

Il sistema di combattimento, così come la difficoltà del gioco, sono di facile accesso. La scelta di non creare un titolo identico al precedente ma di rifarsi ad un genere molto più portatile e “prendi e gioca” rendono l’esperienza abbastanza spensierata. Il gioco è noob powered, nel senso che più crepate, più il gioco vi da energia al prossimo caricamento, oppure un aiuto o quant’altro. In pratica se siete alle prime armi con questa tipologia di giochi è l’ideale. La mappa di gioco non è estesa e tentacolare come un Igavania classico, anzi è molto più lineare e con pochi segreti da scoprire, il più volte bonus. In una sola occasione il titolo vi mette alle strette facendovi esplorare la mappa in lungo e in largo, che non è male affatto calcolando che poi le cose dall’ Atto 3 si cominciano a fare un pò più pesanti e complicate, con nemici più efficaci, quindi un pò di allenamento ed aumento di esperienza non fa male.

Il gioco infatti si avvale di poche regole, ogni personaggio ha 2 armi da lancio e 2 poteri da sbloccare, più l’esperienza aumenta, più le tecniche di combattimento migliorano sbloccando automaticamente nuove mosse. Tutte le tecniche apprese vengono trasferite di atto in atto, rendendo necessaria la scoperta dei poteri ma non quella del combattimento.

Parliamo dei nemici: Dovete sapere che nel castello di Dracula c’è una regola, non si combatte mai più di 2 per volta. Altrimenti si viene licenziati. E’ l’unica cosa che mi viene in mente visto che difficilmente si arriva ad un numero di contendenti maggiore. I combattimenti risultato altamente tecnici soltanto verso la fine del gioco e durante gli scontri con il boss, per il resto del gioco gli avversari vi saranno quasi soltanto d’intralcio, anche se la loro capacità di intralciarvi se non state attenti è alta, infatti l’energia scende che è un piacere.

Dimenticatevi comunque azione slashona come su GBA e DS, qui c’è molta più lentezza, fortunatamente non fine a se stessa ma una flemma che il gioco si porta dietro proprio come regola di game design e che migliora col tempo, con la crescita dei personaggi e della storia.

I caricamenti sono la morte, dai 10 ai 15 secondi a volte. E pensare che è su cartuccia.

E che storia!

Devo ammettere una cosa, io non ci sarei mai riuscito a comprimere così tutta quanta la mitologia castlevaniesca in così poche mosse ed in modo così efficace. I colpi di scena presenti nel titolo sono molteplici e mai banali il tutto nonostante alcune situazioni decisamente prevedibili. Da appassionato di Castlevania devo finalmente ammettere che tutto ha decisamente più senso.

Il doppiaggio è di alta caratura, i dialoghi (il gioco è completamente in inglese sottotitolato in italiano) risultano strani nelle cutscene in Cel Shading perchè non c’è movimento delle labbra, una scelta artistica forte, discutibile, strana. Le animazioni di intermezzo ed alcune situazioni fanno largo uso del 3D del 3DS a livello registico, piacevole come al solito.

Non so leggere!

Neanche io. Questo gioco mi è piaciuto molto. Compratelo se volete un titolo non Nintendo per 3DS fatto con cura, divertente e con un bel parco ore da spendere in esplorazione e combattimenti.

Sinceramente non gli avrei dato manco 10 euro perchè facevo parte della schiera dei “ma tanto fa schifo” a prescindere. Sappiate che la mia preferenza resta comunque su Castlevania per SNES e Order of Ecclesia per DS. Ma sono malato di pixel, si sa.

Guacamelee gli da le piste sotto tutti i punti di vista, sappiate anche questo.

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Un articolo di the TMO

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per gli amici Timo, è in realtà Marco E. Giammetti, sul pianeta terra dal 1979 e grafico dal giorno prima. Ha cominciato a mettere le appiccicaticce manine sui videogame all’ età di 3 anni con un Vic 20 e non ha più smesso di giocare da quella data in poi, frequentando sale giochi malfamate e rischiando più volte la bocciatura a scuola per tentare di uccidere quell’ ultimo maledetto boss.

20 Maggio 2013
Categoria: Comics

Commenti

3 risposte a “L’eterno conflitto”

  1. kingkilium ha detto:

    Il dentone con le due punte è un magnifico tocco di classe :D

  2. “Not Actual Gameplay”

    LMFAO

  3. Luca Zanella ha detto:

    Su 3ds sono impegnato con Fire Emblem al momento :D

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