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Gran Canara – Postmortem

Gran Canara è giocabile su Itch.io e sorgenti sul sito della GGJ.

La Global Game Jam è dove sono stato forgiato, non si dorme, non si mangia, non ci si riposa il cervello, si lavora e basta per arrivare ad un obiettivo. Almeno così pensavo che dovesse essere, prima di arrivare a Las Palmas.

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Siamo sbarcati qui a Gennaio, in tempo per la Global Game Jam 2019, stavolta quindi si Jamma sul serio, lavorerò con persone con cui non ho mai lavorato prima!

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Quando siamo arrivati qui Tato e Dani ci hanno accolti e fatti sentire a casa. Dispiace che Dani non abbia potuto partecipare in loco a causa dei traumi subiti dalla Jam scorsa, dalla descrizione immagino una scena più o meno così

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Aguanta

Quando racconto la Global Game Jam ne parlo come se fosse lo sbarco in Normandia, ho preparato Paps al peggio, per poi ritrovarci in queste condizioni:

  • si dorme a casa
  • non si dorme in loco
  • si mangia la pizza tutti insieme alle 20
  • si attacca alle 9
  • si stacca alle 21
  • si riattacca la mattina con calma e si fa colazione

Dovete sapere che alle Canarie c’è una rilassatezza che non comprendevo inizialmente; avete presente quando andate in un supermercato o in un negozio in Italia ed i commessi cercano di togliervi dai coglioni il più in fretta possibile? L’esatto contrario. Si fa tutto con calma, per comprare un pezzo di pane alle volte ci vogliono anche 20 minuti, in italia lo devi agguantare al volo che manco fosse una partita di Rugby.

Con la stessa rilassatezza si fa la Jam, mi sentivo un pò come se tutti mi stessero prendendo per il culo: c’erano molte meno ore per lavorare, già 48 sono poche, figuriamoci se diventano la metà.

Il talk di presentazione

Mi è stato chiesto di fare il talk di presentazione, perché a Tato penso faccia piacere mettere in difficoltà gli amici :V calcolando che non parlo manco un pò di spagnolo l’ho fatto in inglese. Parlare in inglese a dei canarii è come parlare in giapponese ad un arabo.

Spero se ne perdano le tracce per sempre. Ringrazio Laura dell’organizzazione per la pazienza!

What Home means to you

Dopo il disastroso tema dello scorso anno assieme ai Keynote discutibili, il tema di quest’anno ed i filmati di preparazione erano decisamente più “da Jam”. “What Home means to you” cioè “cosa significa casa per te?” è un tema molto gradito che da infinite possibilità ed interpretazioni, davvero complimenti a chi l’ha scelto!

Le premesse

Tato è un grande esperto di Construct (ed anche un ottimo evangelista dello stesso, calcolando che ci ha fatto comprare una licenza :V) quindi il gioco dovrà essere in 2D e creato appositamente per girare su una macchina anche dalla potenza minima.

Il sistema di controllo che abbiamo scelto sono gli smartphone, ogni giocatore si dovrà connettere ad un QR code, usando poi il proprio telefono come controller. A prescindere dall’idea che ci verrà queste sono le nostre limitazioni/punti di forza

Il Brainstorming

Doors Innuendo

Il posto dove si tiene la Jam di Gran Canaria si chiama “Infecar”

“sembra come fare la cacca, ma al contrario” (cit. Mauro)

quindi la prima idea che mi è venuta è un gioco in cui bisogna fare la cacca. :V
Il posto che tu chiami casa è dove fai la cacca in modo rilassato, no?

Il gioco doveva funzionare così: più tieni premuto sullo schermo del controller, più la cacca scende giù dritta. La schermata sulla TV mostra la porta chiusa di un bagno, se si connetteva un altro giocatore si aggancia lateralmente una nuova porta, ma di un’altra casa.

In maniera casuale il giocatore veniva disturbato da eventi vari (il gatto che vuole entrare, la sorella che ha bisogno del bagno, i ladri, gli alieni ecc) ed in quel momento bisognava togliere il dito dallo smartphone per non interrompere il flusso di cacca.

Se non si era abbastanza veloci, la cacca veniva tagliata. Vince chi fa la cacca più lunga.

Non so per quale motivo ma non hanno voluto fare questo gioco. :( :V

“la Cacca è più democratica” (cit. Mauro)

La casa pensante

Mauro aveva proposto un concept in cui la casa doveva pensare bene di te. Ora non ricordo precisamente, ma alcune idee erano qualcosa del tipo che quando ti avvicini al divano vedi fumetti con su scritto “oh no, speriamo che si sia almeno lavato le chiappe stavolta”, il frigorifero che ti dice che sei un porco, e cose così.

L’obiettivo era farsi volere bene dalla casa. Sarebbe un ottimo Adventure ma è troppo complesso da realizzare in una Jam.

Il salto del pastor

I Guanci sono il popolo Canario prima dell’arrivo della civilizzazione. Il Salto del Pastor è una tecnica di arrampicamento e discesa dalle montagne molto interessante ed utilizzata ancora oggi, in più i bastoni, dotati di punta di ferro, venivano usati anche come arma di difesa ed attacco, la famosa (adesso che la conosco almeno) Lucha Canaria.
Ci siamo sorbiti tutto questo video pur di capire come funziona!

L’idea era di creare un gioco basato sulla fisica in cui bisognava scendere dai pendii, generati automaticamente, prendendo a bastonate gli altri giocatori. Chi arriva primo, raccogliendo più Pintaderas, vince! (Le Pintaderas sono un tipo di scrittura/marchio primitivo usato qui alle canarie (tra cui c’è la Triforza!).

Il sistema di controllo sarebbe stato gestito attraverso virtual joystick, il giocatore avrebbe avuto pieno controllo del bastone.

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Sembrava una buona idea, infatti Tato ha anche cominciato a lavorare su alcuni prototipi mentre Paps cercava di mettere in piedi un pò di grafica e degli sprite animati.
Il risultato non è stato proprio quello sperato ed il tempo era troppo poco per fare qualcosa di decente, anche perché siamo dovuti andare via ed abbiamo lavorato a casa di Mauro

Tato:
peccato che abbia cancellato il progetto preso dall’odio, era un bel simulatore di scopa volante di harry potter o slittino rotto antigravitazionale

Ma ho i video! :V

“ci vorrebbe un Whiskino” (cit. Mauro)

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Finita la serata senza nessun risultato tangibile e nessuna idea da realizzare l’indomani. Fino ad ora, incredibilmente, siamo messi peggio dello scorso, disastroso, anno (ma rilassatissimi).

La notte

Mentre cercavamo di dormire, ognuno a casa propria (DORMIRE?! CASA?! Ad una JAM?!) abbiamo fatto altro brainstorming via Whatsapp, dopo il fallimento dei Guanci e della Cacca:

Dani: Ciao! Tato è tornato a casa e ha cominciato di parlare di cacca!

TMO: Ah ha. Allora avevo ragione!

Dani: Vi butto lì un po di idee random che mi sono venute ora al volo: il buon cibo della mia terra! Da bravi italiani all’estero sappiamo quanto è importante e a volte difficile reperire materie di prima necessità come il grana padano dop

Paps: Anche a me piace tanto quella degli italiani all’estero

Dani: Casa è sentirsi al sicuro un gioco su un hikikomori che deve sopravvivere nella sua stanza e qualsiasi cosa è difficile ( ha poche occasioni x andare a pisciare , deve nutrirsi senza farsi beccare dai genitori , etc) La seconda è abbastanza depressa.

Tato: un gioco dove sei chiuso nella tua stanza e mandi messaggi sotto la porta. il messaggio arriva ad un altro giocatore a caso. a te arriva il messaggio di qualcun altro. la lettera da scrivere da temi tipo “cosa è per te casa” … uno spazio metafisico di comunicazione e casa

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Tato: un tower defence dalle cucarachas

Paps: Bellissima questa! Multiplayer mandi le cucarachas all’avversario e lui le deve schiacciare!

Tato: un gioco esplorativo dove non riesci a sentirti a casa. ogni stanza che apri è sempre diversa e anche quando torni indietro l stanza non è mai come ricordavi. devi riuscire a sentire casa tua per poter avere una casa non mutante

Dani: Ho il sospetto di averti attaccato la depressione XD

Tato: gara di roulotte, case semoventi

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Dani: idea con riferimenti a fatti e persone casuali, per nulla dettata dalle recenti lamentele del mio coinquilino…. casa è poter lasciare i vestiti dove ca**o mi pare! XD

TMO: Mi piace l’idea sul cibo. Si potrebbe fare come il gioco della cacca ma con le ricette: chi azzecca più ricette italiane vince, gli ingredienti stanno sul telefono di ognuno, i risultati alla fine a schermo, stanno tutti in cucina di spalle: scegli una patata e la devi affettare muovendo il cellulare, cose del genere. La carbonara ad esempio, puoi anche azzeccare gli ingredienti, ma se il Guanciale non lo affetti o non grattugi il pecorino la ricetta non funziona.

Del gioco della cacca mi piace non perché è divertente ma perché l’interfaccia è modulare e possono entrare più persone. Quindi modificato con un altro tema funziona non poco. E poi cazzo, siamo italiani, ci sta il cibo. Notte, a domani.

Paps: Dove c’è Barilla c’è casa comunque. :V

Forse è il caso di andare a dormire…

La mattina seguente

Tato si sveglia in evidente frenzy:

Tato: gioco di battaglia tra neighborhood o in RealTime o come card game a turni

Tato: tower defence RealTime multigiocatore dove bisogna dimostrare che questa è casa mia, cazzo. conquistando tutte le stanze

TMO: King of the Hill, ma in casa. Beh, si potrebbe fare coi cani: io ho i miei cani che pisciano ovunque proprio per questo motivo. Mi piace.

Tato: gioco di cucina multigiocatore dove bisogna collaborare per fare una ricetta, muovi le mani muovendo gli oggetti in maniera pseusofisica (suegeon simhlator) il cucinare è molto semplificata

Tato: i giocatori devono costruirsi la casa in un tetris-like game dove vince chi ha la casa più alta e resistente ad intemperie, meteorite, cacca che arriva nel tempo

Tato: un topdown pseudohorror dove sei rimasto a casa da solo e boh… arrivano ladri/mostri devi piazzare trappole tipo home alone

Tato: casa tagliata di lato dove si vede una casa di sto tizio con 4 (o n di giocatori) che fanno il cane-pecora e devono soddisfare i desideri del padrone NPC. il padrone esprime desideri semplici ed il primo cane che lo fa (di solito basta andare da punto a a punto b) è il food boy (a punti)

Tato: un pene in una casa che fa la cacca (???)

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Tato: case razzo volanti che cercano una nuovo pianeta natale ?

Dani: Forse hai bisogno di fare colazione anche prima di uscire… XD

Mauro: Un gioco che puoi giocare solo il 21 giugno. Oppure a cui puoi giocare tutti i giorni ma ti permette di vincere solo un giorno all anno. Che tu non conosci ovviamente

TMO: … Noi stiamo qua sotto. Vedi che se ti spiego il fatto dei cani secondo me ti piace.

Ispirato da una storia vera

A casa di mia madre ci sono 10 cani. 2 di questi sono in casa. Uno si chiama Chicco, l’altro Sasà. Chicco è il cane di mia Nonna, è un caniello di merda di quelli che li vedi e ti viene la voglia di giocarci a calcio usandoli come palla, nonostante abbia una vescica che sarà grossa tipo 3 centimetri quadrati ha la capacità di pisciare ovunque, su tutti gli oggetti alla sua portata, sedie, mobili, buste della spesa, qualsiasi cosa deve essere “sua” e la deve marchiare.

Sasà fa la stessa cosa cercando di riconquistare i pezzi di casa presi da Chicco. Risultato, mia mamma passa le sue mattinate a pulire perchè questi due deficienti fanno a gara a chi piscia di più.

Quindi l’idea: facciamo Splatoon. Ma col piscio dei cani.
Ed alle 11 avevamo già la pipì funzionante!

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Mentre Paps era impegnata ad implementare un sistema di mappe generate randomicamente ed il sistema di controllo disegnato da Mauro, impegnato a cercare musiche ed effetti sonori (non avevamo un musicista), io creavo la grafica, Tato si occupava della programmazione degli eventi, dei movimenti della signora, le interazioni, pipì (virtuale) e di incastrare tutto quello che facevamo noi.

Piccolo aneddoto: quando siamo andati a leggere gli appunti di Mauro abbiamo trovato solo punti e linee. Dopo aver chiesto spiegazioni ci ha letto cosa c’era scritto. Ancora oggi non so se sia vero oppure no

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Avevamo scelto dei diversificatori, uno su tutti era dedicato al sottoscritto, cioè usare solo forme semplici, insieme ad altri 3, Always Room for One More , Party Maker, In a webpage.
Altra limitazione era l’utilizzo di un tileset che non avesse angoli, per non impazzire appresso al sistema di generazione automatica delle mappe.
Avevamo poco tempo, il primo giorno era ormai passato e dovevamo sbrigarci.
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Il risultato finale della mappa, con tutti gli elementi (molti dei quali fuori scala) è quello che vedete qui sotto

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Il tileset NON è formato dagli oggetti, singoli, che potevano anche stare sull’enorme atlas utilizzato in realtà ma per velocità di gestione abbiamo deciso di tenerli separati e caricarli individualmente.

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I cani

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Inizialmente avevamo dei cani di prova, poi ho finalmente trovato uno stile e creato diverse razze di cane basandoli su quelle che ricordavo, omaggiando ovviamente i canielli che fanno parte della nostra vita, ovvero Sasà, Lapo, Leone, Ricky, Bella, Luppolo e quella merda di Chicco. Abbiamo un sacco di cani in famiglia e sono tutti diversi non è stato difficile creare una rosa di personaggi.

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Poi ad un certo punto abbiamo solo cambiato i colori ed è stato ancora più facile! :V
I cani sono divisi in coda, corpo e testa. Volendo si potevano creare addirittura dei cani procedurali, ci abbiamo anche provato, ma c’erano altri aspetti da seguire.

La signora anziana invece o “la sciura” come la chiama Tato è stata creata sulla base di Mia nonna e della sua temibile ciabatta.

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Le interfacce e le animazioni

Le interfacce di gioco NON sono state minimamente rispettate, guardando i Mockup per colpa del tempo mancante. Tranne sullo schermo dello smartphone, lì l’interfaccia è identica a come l’avevo pensata.

Tato a Paps: “metti il bounce ovunque come animazione che i grafici lo odiano” #Truestory

La cosa mi è dispiaciuta ma non è un problema, è una Jam, deve funzionare prima di tutto il gioco.

Come funzionano piscio e ricarica

Tato ce la spiega così:

Una delle prime cose implementate nel gioco è stato un sistema particellare di piscio credibile. Per farlo ho usato delle particelle metaball (che fino al giorno prima pensavo si chiamassero meatball, polpette…perchè boh mi dava l’idea di polpetta?) (ma cos…NDTMO) appiccicate con uno shader che fa prima un alpha treshold e poi un appiattimento del colore.
insomma a partire da questo

con una procedura (wikipedia la spiega cosi)

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e poi

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Poi lasciando tutto in memoria perché tanto ormai la ram costa poco e a noi piacciono le cose al naturale.
La canara/sciura/nonna poi passava a pulire tutto con il suo bel collider

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pronto per distruggere ogni traccia di piscio. Potete vedere la complessa AI della sciura qua sotto

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Ogni cane ha un emettitore che identifica il proprio piscio ed il proprio colore, utile per fare il calcolo del punteggio a fine livello e sapere chi è stato il più piscioso (Piscioso?! NDTMO) di tutti.
Effetto interessante il miscelamento di pipì appartenenti a cani diversi, per nulla realistico ma di sicuro effetto.

La fontana che ricarica l’acqua in realtà fa piscio anche lei, ma è azzurro e ha un identificativo ignorato dalla signora.

Come funziona il sistema di controllo

Del sistema di controllo si è occupata Paps:

Appena il gioco su schermo parte viene generato un QR code che sarà l’identificativo di partita. Si inquadra con il proprio smartphone lo schermo con un qualsiasi lettore di QR e si entra in partita, magia!

La magia è basata sul protocollo di comunicazione di Photon ed una serie di trucchetti da web. Ad ogni connessione sia il gioco che il controller (wofpad) mostrano un’immagine di cane univoco (di solito) in modo da potersi più facilmente identificarsi sullo schermo.
Per il resto il wofpad si occuperà giusto di gestire gli input per mandare segnali al gioco ed ogni tanto urlare RELOAD quando la vescica è a corto di piscio.
Avremmo voluto integrarlo anche con Airconsole ma tempo e bug erano quel che erano…

La forma del sistema di controllo è presa parzialmente dall’idea del gioco della cacca, solo che invece di fare le chiappe di un essere umano abbiamo preso come modello le chiappe di un Corgi. Il prototipo di Mauro era questo qui:
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Premendo sulla chiappa destra si fà pipì, facendo swipe su quella sinistra si muove il cane!

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Il nome

Prima di arrivare al nome definitivo abbiamo una vasta gamma di scarti offerti da Mauro:

Nasty doggo, Dog dominance, Mark your territory, Purple pee, End of peece, Dog vs grandma, Gigante samoano (?), Tramonto sulla 47esima (??????), Bark to home

E in mezzo a questo flood di nomi non abbiamo visto il suggerimento, stupendo, di Dani che era My peeceful place!

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Le canarie si chiamano così perché su queste isole hanno trovato un sacco di cani (non scherzo), noi siamo a Gran Canaria, il gioco parla di Cani, inizialmente lo volevamo chiamare il gioco Gran Cañara (si legge cagnara) ma avevamo paura che potesse essere offensivo, quindi abbiamo lasciato Gran Canara, dove la Canara è la signora che deve pulire.

Per fare il logo ho scelto il font del film Gran Torino. :V

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Le difficoltà

Quando fai un gioco Multiplayer il problema vero deriva dal fatto che se non ci gioca nessuno, il gioco non funziona. Infatti Gran Canara potenzialmente potrebbe essere giocato da 2 a infiniti giocatori. Solo che purtroppo abbiamo dovuto fare qualcosa di molto poco modulare e bloccare tutto su 4 partecipanti.

Il generatore di mappe randomico funzion…

Tato: rottinculo js https://ondras.github.io/rot.js/hp/ In realtà poi adattato malamente per rendere un dungeon più “casoso”

hem… dicevo non permette di uscire dalla casa, il che sembra limitante, ma ci siamo resi conto che lo spazio esterno sarebbe stato troppo dispersivo.

Ancora, i corridoi creati dal generatore sono troppo angusti molte volte, quindi la maggior parte degli oggetti è stata rifatta, alla fine, per stare tutto in un singolo pezzo di tile, rendendoli spostabili dai cani stessi, per evitare che venissero bloccati.

Successivamente Paps ha sistemato l’algoritmo di generazione delle mappe dopo la Jam.

Un altra rottura di scatole è stata la generazione dei giocatori e l’associazione dei cani: se per qualche motivo due giocatori si collegano contemporaneamente si attivano due istanze dello stesso cane, non permettendo al gioco di partire.

Avevamo intenzione di fare una modalità “zen” dove tutti potevano entrare e pisciare in questa enorme casa, disegnando cose, ma il tempo è quello che è e, sembrerà strano, ma la simulazione della pipì non è poi così leggera a livello computazionale.
Veramente un peccato, perchè avevamo messo come easter egg che dopo il 19° partecipante qualcuno si sarebbe beccato come personaggio il Maiale. :V

Cosa mi ha insegnato

E’ stato un modo per conoscere un tool come Construct, mi ha permesso di capire che determinate idee che ho avuto in passato e che ho tentato di realizzare con Unity possono essere realizzate in modo molto più semplice, facile e divertente.
Inoltre ho conosciuto un sacco di persone nuove, ho visto un modo di affrontare la Game Jam completamente diverso ed abbiamo mangiato un sacco di Pizza simil Domino. Ma non quella con l’ananas.

Quella ve la mangiate voi, disgraziati.

La presentazione in diretta è stata divertente, abbiamo messo in piedi velocemente un filmato (che poi è diventato il trailer del gioco) e Mauro ha spiegato alla folla in maniera seria e professionale l’UX del culo del corgi, in diretta streaming mondiale.

Addirittura ci hanno fatto delle domande dal pubblico internettiano!

Al contrario delle altre Jam qui non c’è nemmeno la votazione interna, è tutto molto leggero, gli altri progetti rispecchiano questo modo di essere. Nessuno dei prodotti è nato per essere qualcos’altro o un gioco da vendere, non c’è l’ombra di competizione… è un modo nuovo di vedere la Jam.

Senza adrenalina, senza stress, senza essere bullizzato da Andrea, Giuseppe, Ciro, Sara ed il resto della gentaglia di Roma…non so se mi dispiace a dire il vero! :V

Intanto in Italia

Quest’anno gli altri membri della Hypothermic games non hanno partecipato alla Jam, forse perchè non c’ero io a costringerli! Da Roma mi sono collegato con Simone Cicinelli per dare uno sguardo, ho anche intravisto un filmato in cui si vede la foto con la banana in faccia (vedi la parte finale di Boo-Chi Postmortem).

Quest’anno ha vinto un gruppo di amici con Bad Neighbours: Hackaree! che potete giocare qui!

La maglia di quest’anno  (foto rubata al modello Ferlito) è stata fatta un pò di fretta e stampata anche peggio, quindi non sono proprio contentissimo.

P.S.

Sappiate che nel frattempo ho partecipato ad un altro Hackaton (e quindi vi beccate un altro postmortem) e tra pochi giorni comincia la Island Jam qui alle Canarie! A presto.

Un articolo di the TMO

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per gli amici Timo, è in realtà Marco E. Giammetti, sul pianeta terra dal 1979 e grafico dal giorno prima. Ha cominciato a mettere le appiccicaticce manine sui videogame all’ età di 3 anni con un Vic 20 e non ha più smesso di giocare da quella data in poi, frequentando sale giochi malfamate e rischiando più volte la bocciatura a scuola per tentare di uccidere quell’ ultimo maledetto boss.

25 aprile 2019 Categoria: Design Speciale

Ci sono 5 commenti

Commenti

  • Lucacat

    Mi sono fermato alla lettura del gioco per fare la cacca perché ora mi viene di farla veramente e cercherò di farla più lunga. Diabolico.

    • Lucacat

      Ora che sono in bagno, manco finisco di fare che dalla pupù si passa al piscio di cane…iniziamo bene.

    • http://beavers.it/ Marco Giammetti

      ROTFL!

  • Lucacat

    Non posso ancora trarre conclusioni perché devo finire di leggere stasera ma più vado avanti e più mi convinco che qualche collega ti ha letteralmente mandato a quel paese. Non è da tutti arrivare ad Infecar, fare una presentazione, pensare di fare la pupù lunga e poi la pipì. Occhio ai gabbiani quando esci.

  • http://devdot.it/ Vincenzo Fabiano

    “Na favola! Speriamo non torni mai”. AHAHAHAHAHA

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