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L'E3 di Nintendo a Milano

L’E3 di Nintendo a Milano

No, Nintendo non si è lanciata in un nuovo servizio postale per fare concorrenza a Poste italiane, bensì, il 5 luglio, a Milano, ha radunato i suoi giochi in uno scantinato e ha chiamato a raccolta un po’ di “giornalisti” per dare vita all’evento Post E3 2016.

Il mio primo evento Nintendo. Gioia e gaudio! Ma è stato davvero così? La prima sensazione, una volta arrivato e seduto su una sedia per la conferenza, è stata quella degli ultimi Nintendo Direct: “Oh maronna perchè sono qui, cosa stanno facendo vedere ti prego noooo…”.
Difatti, il primo gioco, presentato da un ragazzone molto cresciuto che mi ha ricordato il vero Nintendaro Peterpaniano, è stato Mario Party Star Rush per 3DS. Sorvolando sul gioco e ammesso che in coop e con amici è sempre un giochillo davvero divertente e ben strutturato per giocarci anche con le proprie ragazze, anche quest ennesimo sequel fa il suo lavoro. In ogni caso il titolo è stato mostrato solo al mattino. Per chi non lo sapesse, la conferenza tenutasi alle 11, veniva replicata anche alle 13 e nel pomeriggio, giusto per uccidere il gameplay della giornata e perchè le code davanti ai monitor erano poche. #sarcasmo

Un gioco che invece mi ha davvero colpito in positivo è stato Paper Mario Color Splash. Con mio grande rammarico, nella mia vita videoludica non ne ho mai provato uno, forse me ne devo pentire, ma questo nuovo capitolo per Wii U, in uscita ad ottobre, pare proprio un gran bel colpo. La grafica in finto 3D con tutte le location fatte di carta e i characters in simil sticker è una vera bellezza, senza contare che sono stati utilizzati davvero più di un centinaio di tipi di carta diversa per andare a comporre il mondo di gioco. Basti pensare che se noi spruzziamo del colore su una carta assorbente, questa assorbirà gran parte di esso rendendolo più opaco e meno brillante. Degni di nota sono anche i combattimenti, che si effettuano per mezzo di carte che si possono colorare per aumentarne l’efficacia. In questo modo, per esempio, avremo le carte salto, triplo salto, funghetti e martello, con le quali si può saltare in testa ad un nemico o a 3 nemici, recuperare punti vita oppure fare danni agli avversari. Molto divertenti sono le “things cards” che, quando vengono giocate, attivano delle vere e proprie summon ridicolissime di oggetti tridimensionali con i quali si possono sconfiggere più facilmente i nemici: ho visto un estintore in grado di spegnere le fiamme di un nemico e un ventilatore, con il quale lo sticker avversario veniva battuto facendolo volare via. Sparsi per il mondo quindi troveremo degli oggetti 3D che non c’entrano molto con il mood di carta del gioco, ma, se li stretcheremo, potremo trasformarli in una nuova carta per i nostri combattimenti. La strategia è dunque fondamentale negli scontri, così come l’utilizzo, in alcuni punti, del gamepad-tablet. In certe situazioni vi troverete di fronte ad ostacoli e parti mancanti del mondo di gioco che solo completando dei puzzle sul gamepad potrete superare. Pollice su per tutto.

Due brevi parole le spendo anche per Dragon Quest VII che arriva finalmente in Italia portando con sè l’ottima meccanica di vedere a schermo i nemici e scegliere se approcciare il combattimento vero e proprio a turni oppure passare oltre. Il sistema alla Chrono Trigger è sempre, a mio parere, uno dei migliori in assoluto e copiarlo non fa male, abbandonando i combattimenti randomici dei Final Fantasy che potrebbero scoraggiare un po’. Il gioco mi ha invogliato ad iniziare un po’ quest altra saga infinita, quindi..ottimo così!
Su Monster Hunter Generations invece c’è ben poco d a dire. E’ stato presentato male e trattato peggio. Pochissimi minuti in cui si è visto poco oltre alle solite meccaniche e nelle successive conferenze non è stato nemmeno menzionato, concentrandosi maggiormente su Zelda Breath of the Wild.

Zelda Breath of the Wild Hands-on

Diciamolo chiaramente: tutta la gente presente all’evento era lì per provare questo titolo, anche perchè era l’unico che mamma Nintendo ha portato all’E3, eccetto Pokemon Sole e Luna. Quindi, veniamo a noi. Come sta crescendo il nuovo Link? E’ in forma? Si può gridare al nuovo miracolo nelle terre di Hyrule?
Iniziamo col dire che le demo erano 2: la prima prettamente esplorativa e libera, della durata di circa 15 minuti; la seconda invece, della durata di 20 minuti, proponeva le prime fasi di gioco, e quindi anche della storia.

Una delle cose che balza subito all’occhio giocando è che ci sarà una quantità incredibile di oggetti da raccogliere, fin da subito. Funghi, carne, mele, potenziamenti vari, insomma pare che ci sarà da craftare veramente parecchia roba e sicuramente sui cibi cotti ci sarà da sbizzarrirci quando ci troveremo negli appositi luoghi col fuoco per poter mixare come meglio si crede le materie prime. Insomma Link sicuramente mangerà per poter recuperare i cuori perduti, anche perchè questi non si potranno più trovare tagliando l’erba o distruggendo vasi qua e là. E finalmente!
Legato a ciò vi è quindi anche una maggiore possibilità di morire, cosa che raramente si vedeva nei titoli precedenti. Se ad esempio lanciate una freccia incendiaria nell’erba dove si sta alzando un forte vento, essa prenderà fuoco (figooooo!), ma dovrete stare bene attenti a non finire arrosto perchè il fuoco si propagherà più rapidamente e se vi prenderà i vestiti tanti saluti. Per farvi capire ancora meglio le meccaniche, nella demo era presente un mini boss opzionale in una radura: una specie di golem di pietra. Il suo attacco consisteva nel menare pugni e venire addosso (…) a Link e lo si poteva battere solo se si era ben coordinati, veloci e soprattutto se si aveva più di 1 spada. Se, come me, eravate muniti di una sola spada e 10 frecce, era quasi impossibile da battere. Perchè? E’ presto detto. Una volta ingaggiato, il trick per poterlo sconfiggere consisteva nel lanciare una bomba vicino a lui, farla esplodere e, appena cadeva corrergli incontro, saltargli in groppa, scalarlo velocemente e menare fendenti contro un cristallo nero duro. I problemi nascevano dalla velocità di rialzarsi del bestione che costringeva ad essere rapidi, ma soprattutto dal fatto che le armi in questo Zelda si rompono. Già, finalmente ( e due!). A questo punto, nel mio caso, le opzioni erano 3: provare a stargli lontano e, al momento opportuno, lanciare frecce contro il cristallo (opzione davvero difficoltosa credetemi); provare a lanciare solo bombe (ipotesi scartata quasi subito); scappare via. Dopo qualche tentativo, sono corso via (:V). Sì, perchè il mostro aveva ancora metà vita o più e senza armi o sarei morto o sarebbe stato uno scontro davvero lungo e difficoltoso. Ovviamente se ci si torna dopo qualche minuto, il golem recupera tutta la sua vitalità e lo scontro ricomincia da capo. Come avrete capito da questa breve descrizione non solo ci sono vari approcci da scegliere nelle situazioni, ma registriamo anche assolute novità. Non avremo solo una spada, come di solito è sempre stato, ma potremo trovare spadine, spadone, clave rubate ai nemici, l’ascia o addirittura le braccia degli scheletri battuti, con le quali potremo schiaffeggiare i nemici. E tutte queste non dureranno in eterno, ma potranno rompersi a seconda di come le utilizzeremo. Non solo, le bombe invece pare che saranno infinite, ma se ne potrà usare solo una alla volta visto che, una volta posizionata o lanciata, si potrà farla detonare a distanza con un effetto di Link molto alla dragon ball, salvo poi attendere un periodo di ricarica di circa 3-4 secondi prima di poterne utilizzare un’altra. Probabilmente si potranno anche craftare le armi o potenziarle visto che qualche oggetto per lo scudo mi sembra di averlo preso in game, ma il tempo era poco e non ho letto con attenzione la descrizione dell’oggetto una volta in mio possesso.

Prima di parlare dei comandi e di come funzionano gli oggetti, secondo me punto nevralgico della prova in game, snocciolo qualche altra situazione curiosa in cui ci si può imbattere. Alcune sfide con qualche nemico possono essere risolte in più modi. In una specie di fossato, erano presenti 4-5 nemici. Avrei potuto batterli facilmente a colpi di spada o ascia, ma in un punto relativamente lontano della mappa c’era un masso e nel fossato un barile esplosivo. Circumnavigando la zona sono arrivato al punto col masso e, spingendolo giù, ho fatto saltare in aria il barile che ha innescato un’esplosione a catena mandando al creatore i malcapitati lì presenti. Volendo, se avessi avuto frecce a sufficienza, avrei potuto muovermi di soppiatto e colpirli uno a uno da debita distanza. Ma come di soppiatto? Eh già, in questo Zelda c’è anche una componente “stealth”. Non parliamo di robe alla Thief o Splinter Cell certo, ma premendo lo stick sinistro, Link si accuccia per camminare lentamente, proprio per non essere scoperto. In basso a destra infatti è anche presente un indicatore di “rumore” che Link produce quando si sposta o combatte; così facendo, in modalità stealth, noteremo che ci saranno pochi sbalzi nel rilevatore e quindi potremo avvicinarci di più alle nostre prede. La stessa tecnica l’ho provata anche a tu per tu con un bel cinghialotto nel bosco. Avevo voglia di carne e andandogli vicino piano piano sono riuscito a scoccargli una bella freccia in faccia con tanta pace dei nostri amici vegani all’ascolto.

Che altro? Beh, posso dirvi che il mondo di Zelda Breath of the Wild è circa 12 volte superiore a Twilight Princess e che la mappa della demo rappresentava solo il 2% di quella totale. Vi assicuro che, pur essendo state tolte le città, personaggi e luoghi di interesse, come disse Nintendo all’E3, di roba da fare ce n’è per non annoiarsi. Un altro esempio che vi posso fare è quello della zona ghiacciata che si poteva superare anch’essa in vari modi: o con la tunica che protegge Link dal freddo (sì, in basso a destra c’è anche un termometro per la temperatura in game) o con un’abbondante scorta di cibo che permette a Link di recuperare cuori, oppure (la più originale secondo me) cuocendo un apposito piatto che dava al nostro eroe la capacità di resistere al freddo per 10 minuti. In game ho anche potuto assistere ad altri combattimenti originali come quello in una zona dove c’era un forte vento. Un intero avamposto nemico l’ho fatto fuori semplicemente lanciando alcune bombe che, col vento, sono arrivate giuste giuste vicino ai nemici e, sempre grazie alle forti folate, è stato possibile che il fuoco provocato dalla deflagrazione si propagasse maggiormente e più rapidamente. Altri nemici invece, abbarbicati in una struttura a forma di teschio, potevano essere annientati colpendo con l’arco dei barili incendiari posti negli occhi del teschio, i quali, cadendo sul fuoco, facevano saltare tutto per aria. In questo caso rimaneva da uccidere solo il mini boss che usciva tutto incacchiato ma indebolito, quindi facilmente battibile. Altra peculiarità del gioco è il fatto che tutti questi piccoli avamposti nemici non sono segnati sulla mappa, quindi sono tutti da trovare esplorando in lungo e in largo e, una volta scoperti, si possono segnare con dei simboli sulla mappa in modo da ricordarsi dove sono ed eventualmente tornarci se ci mancassero delle armi o del cibo. A quanto pare, oltre a questi gruppi di nemici, nel gioco saranno presenti anche oltre 100 “sacrali” che non sono altro che mini dungeon da affrontare oltre ai dongioni normali. Inutile dire che non vedo l’ora di trovarli tutti.

Per quanto riguarda i comandi utilizzati del gamepad-tablet, parto subito col dire che Zelda Breath of the Wild ci permetterà di utilizzare pressochè tutti i tasti, ognuno con funzioni ben specifiche che ora vado ad esporvi. Link potrà saltare con X, correre tenendo premuto B e il control stick sinistro (ma non potrà correre all’infinito in quanto è presente una circle bar della fatica), attaccare con la spada con Y ed eseguire le azioni con A. Il tasto SELECT seleziona la mappa, mentre START l’inventario dove potremo spostaarci tra i vari gruppi di oggetti con il controlstick destro ed equipaggiare armi o utilizzare items con il tasto A. Tenendo premuto poi il tasto in alto della croce direzionale classica, comparirà un piccolo menu in cui potremo scegliere la nostra abilità speciale che può essere la bomba, il magnetismo, il caricamento di energia di un oggetto o il tasto amiibo. L’abilità speciale è attivabile poi premendo il tasto dorsale R e, nel caso della bomba, con A potremo posarla a terra, mentre ripremendo R potremo lanciarla; per farla esplodere poi, dovremo premere il dorsale L. I trigger dorsali invece servono per targettare i nemici e attivare lo scudo o la parata, con ZL; mentre con ZR utilizzeremo l’arco. Approposito di scudo, durante un combattimento, se azzeccheremo il timing giusto, nel momento in cui l’avversario attaccherà, se noi usiamo lo scudo per pararci, è molto probabile che potremo disarmare il nemico o comunque disorientarlo aprendogli la guardia, un po’ alla Dark Souls. Se invece stiamo targettando il nostro obiettivo e, nel momento in cui lui attacca noi eseguiamo un balzo all’indietro con X, si attiverà un effetto slow motion di rallentamento del tempo in cui ne potremo approfittare per colpire con diversi fendenti il nemico e farlo fuori velocemente.

Purtroppo lo schermo touch non si poteva utilizzare nelle demo, quindi dovremo aspettare che Nintendo ci spieghi qualcosa in più in futuro sul suo funzionamento. Vi dico anche che il tablet, a parer mio, vuoi perchè non giocavo col Wii U da una vita, vuoi per l’aria milanese, non è il massimo dell’esperienza. Soprattutto perchè mi confondevo con i tasti, ma può essere anche questione d’abitudine e in ogni caso sono curioso di sapere se si potrà usare anche il pad normale o come il tutto funzionerà su Nintendo NX.
Per concludere la carrellata dei comandi e abilità, spendo con piacere due parole su quelle speciali. Il magnetismo l’ho trovato assolutamente geniale, forse più per le situazioni che andremo ad affrontare che per il potere in sè. Utilizzando R infatti sarà possibile switchare l’intera zona di gioco in wireframe per evidenziare se ci sono oggetti metallicci nelle vicinanze. Una volta trovato un oggetto potremo spostarlo dove vogliamo, oppure chessò, tirare fuori da un lago una cassa, oppure con un masso di ferro potremo spaccare delle casse per trovarvi dentro degli oggetti, insomma starà ad ognuno utilizzare certi poteri come meglio crede. Stesso discorso vale per l’abilità che ci permette di selezionare un oggetto metallico e, colpendolo ripetutamente con la spada, caricarlo di energia cinetica la quale, dopo un tot di tempo, si libererà facendolo volare via. Ultima menzione, ma non meno importante e accattivante, va alla possibilità di utilizzare in game gli amiibo. All’evento potevamo solo provare il lupo di Twilight Princess che, in 5 secondi, veniva catapultato nel mondo di Breath of the Wild per combattere al fianco di Link e accompagnarlo nelle sue avventure. Una vera chicca.

Dopo tutti questi sproloqui e incensi positivi, veniamo alle dolenti note. La prima l’ho accennata poco fa e per me è stata il pad. Non so, in ogni caso non mi ci sono trovato molto. Poi magari se ci saranno feature dedicate (come spero) sarà fighissimo, ma per il momento, questo è quanto. Le altre invece sono legatissime alla grafica e all’hardware del WiiU. Purtroppo l’aliasing è ben evidente, presente e lotta insieme a noi, anzi, contro di noi, con grande forza. Stesso dicasi, anche se l’ho notato meno, per il calo di frame in certe situazioni come cambi repentini di telecamera, dopo un’esplosione, ecc. Insomma si sente che il WiiU è spremuto, forse per il gioco mastodontico che sarà? Si potrà rimediare prima dell’uscita prevista quasi sicuramente per marzo 2017? Io spero, ma la vedo difficile. D’altra parte, quasi certamente Zelda Breath of the Wild lo giocherò su Nintendo NX e spero vivamente che lì non sgarrino la versione del gioco perchè tali problemi sarebbero davvero imperdonabili su nex gen. Resta il fatto che, se vi farete rapire, come me, dalla novità, dalla bellezza grafica del celshading-vettoriale incredibile che stanno realizzando, tutti questi problemi passeranno in secondo piano e garantiranno, almeno credo, un’esperienza davvero unica e irrinunciabile anche per tutti i possessori di WiiU. Insomma, day 1 sicuro.

Gli altri giochi

Una volta gustato il piatto principale dell’evento, il resto è contorno, ma, con mia grande gioia, sono rimasto ben sorpreso da alcune chicche. Alcuni di questi giochi già li conoscerete, o addirittura già finiti, ma…sapete bene che Nintendo ci mette un pochino di tempo ad arrivare là dove altri sono già passati.
In tal senso, se non avete una PS Vita, a breve sta per uscire su WiiU e a ruota anche su 3DS, il criptico e disturbante Severed. La peculiarità di questo titolo è che ha solo comandi touch. Provato su WiiU l’ho trovato davvero ottimo e super interessante. La storia, almeno iniziale, è quella di essere una guerriera che deve liberare i famigliari da dei mostri brutti e cattivi. Dovremo muoverci quindi in prima persona col control stick sinistro seguendo una sorta di mappa fatta a stanze, quindi i movimenti saranno molto guidati perchè dovremo seguire una sorta di tracciato, ma in ogni “stanza” potremo ruotarci di 360° per esplorare o per combattere, ma lo spostamento su se stessi va di 90° gradi in 90°, quindi va da sè che potrebbero circondarci massimo 4 nemici sui 4 lati. I combattimenti sono molto divertenti e originali in quanto potremo usare il pennino sul tablet per parare gli attacchi avversari e poi, quando il nemico ha la guardia scoperta, attaccarlo a colpi di swipe compulsivi. Il tutto condito con una grafica davvero squisita, vettorializzata con tinte forti e spesso fredde. Severed è il nuovo gioco dei creatori di Guacamelee, altro titolo che, se non avete già provato, vi consiglio caldamente di recuperare.

Uscito recentemente su WiiU, un titolo fortemente japu, ma per fortuna localizzato almeno in inglese è Tokyo Mirage Sessions. Ne avevo sentito parlare, ma non avevo indagato molto. Devo ammettere che la mia prova durante la giornata è nata soprattutto dalla curiosità verso quei colori così brillanti e forti che sembrava volessero uscire dal monitor. Sono stato proprio attirato, come se il gioco mi dicesse: provami provami, non esitare! E non l’ho fatto. Mi sono buttato a capofitto dentro questo turbinio di tonalità sgargianti e di giapponesità incredibile. Ne sono uscito convinto, con una grande voglia di continuarlo, peccato che, essendo un JRPG mi ci vorrebbero sicuramente sulle 40-50 ore per affrontarlo e ora non credo di farcela. Tokyo Mirage Sessions è infatti un JRPG che fonde Shin Megami Tensei e Fire Emblem, avvicinandosi tantissimo a Persona. In game ho potuto provare solo una boss fight. Classico combattimento a turni in cui si poteva attaccare normalmente, utilizzare qualche item per curarsi, oppure scatenare le magie. La cosa interessante è che i 3 characters che potevo comandare a volte interagivano in automatico dopo un colpo andato a buon fine, creando così piccole combo in grado di far fuori il nemico più velocemente ed evitando di perdere ulteriori punti salute. Di sicuro ottime premesse per un gioco assai interessante e unico su WiiU, anche se, vista la grande mole di testo, potrebbe spaventare un po’ i non avvezzi all’inglese.

Già che c’ero, ho voluto fare un ultimo breve gameplay con Axiom Verge. Un titolo indie dedicato a tutti gli amanti dei giochi anni 80-90. Classica grafica pixel dei tempi che furono, mondo bidimensionale a scorrimento orizzontale in cui ci muoveremo con il nostro eroe armato di fuciloni con vari poteri speciali per fare incetta di alieni e mostri di ogni tipo. Un must per chi cerca un po’ di sfida old style, ma onestamente non mi ha entusiasmato. Roba già vista, ma che su WiiU, vista la penuria di titoli, fa bene alla console in questo suo ultimo periodo di vita.

E questo è quanto. Avrei voluto seriamente provare anche Jotun, gioco indie che non ho ancora avuto il piacere di testare su PC, ma, pur essendoci un totem col nome, il gioco non l’ho proprio visto. Ringrazio Nintendo per averci dato la possibilità di partecipare all’evento e di provare quel giocone che, spero proprio, sarà Zelda Breath of the Wild. Peccato per la mancanza di gadget (:/).

Un articolo di gog3

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piace scegliere le vie difficili, difatti sono un grafico in Italia. Le cose si sono ulteriormente complicate quando Er Pupo mi ha chiamato per chiedermi se volevo unirmi alla banda dei Castori. In peggio. Spero, tramite le cose che scrivo e scriverò qui di incrementare l’odio che le persone hanno nei miei confronti. ODIATEMI, anche perchè uso le X al posto delle Z, ma cercherò di non farlo.

11 luglio 2016 Categoria: Blog Comics

Ci sono 1 commenti

Commenti

  • Lucacat

    Tanta bella roba da leggere!

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