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Gravity Rush Remastered

Il vino buono stava nella botte piccola

Gravity Rush Remastered

La prima volta che ho visto Gravity Rush è stato durante un evento Sony a porte chiuse a Colonia, era in un angolo, nessuno ne aveva parlato nemmeno durante la conferenza precedente ed era l’unico gioco che mi era stato categoricamente vietato di filmare. Aveva ancora il nome giapponese, Gravity Daze, e non riuscivo a togliermi dalla testa quell’ artwork grandioso faceva capolino in mezzo allo stand.

Finalmente mi siedo, prendo la PSvita in mano e mi si spegne. Amore a prima vi(s)ta.

Ovviamente, vista la rosicata, ho comprato la versione portatile senza indugio all’uscita, ho fatto le prime missioni ma c’era qualcosa che non andava, continuavo a chiedermi perchè un gioco così esteticamente bello ed originale fosse costretto a quella risoluzione di merda (la versione psvita non era pixel perfect, anzi) ed ho “atteso pazientemente sulla riva del fiume” perchè sapevo che prima o poi Sony avrebbe tirato fuori una versione HD. Ho dovuto aspettare una generazione intera però!

tr;dr blabla psvita

Gattara wannabe

Vi ritroverete per le mani un gioco open world con elementi platform ed action completamente gestito attraverso missioni di 3 tipologie, sfide, secondarie e di storia (più una subquest segreta che vabbè). Cosa rende Gravity Rush originale è la gestione della gravità: puntando verso una zona calpestabile e premendo R2 andrete a spostare tutto il gameplay su quell’asse.

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Questo vuol dire che la terraferma potrebbe diventare il vostro soffitto ed il cielo il vostro pavimento, con risultati spiacevoli!
Rispetto alla versione PS vita il sistema di controllo e la gestione dei menù è cambiato in maniera sostanziale, cercando di portare su dual shock le idee che c’erano su PSVita; il risultato è che finalmente il gioco è diventato giocabile e gestibile, prima era un pò come fare una guerra in alcune missioni anche a causa degli analogici della console portatile sony che sono veramente il male.

E’ rimasto anche il gimmic del giroscopio quando si mette la visuale in prima persona, durante i menù e nelle cutscene, per dire, ma almeno non è necessario al gameplay.

La parte action è articolata attraverso una sequela di calci da dare negli occhi dei malcapitati Nevi, dei “cosi” gelatinosi che minacciano le isole fluttuanti dove si svolge la trama del gioco. Il sistema di combattimento si suddivide in attacchi fatti con i piedi a terra, cioè combo di calci, schivata, scivolata più la raccolta di oggetti da lanciare attraverso la “stasi” (molto Dead Space) e gli attacchi gravitazionali, ovvero un calcione volante e 3 super attacchi. Assomiglia in pratica ad una versione semplificata del sistema di combattimento di Zone of the Enders (non li avete giocati? Smettete di leggere, accendete una PS3, scaricate la versione HD ADESSO).

Il gioco ovviamente vi costringerà ad attaccare i nemici su diversi piani, molte volte vi ritroverete a fare a mazzate sul lato di un palazzo, roba che nemmeno Spiderman; Le vostre abilità gravitazionali sono a tempo, upgradabili ma mai infinite, cosa che alle volte innesca delle azioni spettacolari, sopratutto più avanti nel gioco, in cui ci si lascia cadere nel vuoto per qualche secondo solo per aspettare che si ricarichi la barra di energia e partire nuovamente all’attacco.

La crescita del personaggio è gestita attraverso le gemme preziose molte delle quali sono disposte in giro per i livelli, costringendovi all’esplorazione. Ne guadagnerete di più facendo le missioni sfida che oltretutto aumentano pure la reputazione di Kat e di conseguenza i livelli massimi raggiungibili dalle abilità. E poi sono divertenti perchè vi obbligano molte volte a fare delle corse esagerate sfruttando a dovere tutti i poteri gravitazionali, vi insegnano anche a giocare insomma, che non è proprio intuitivissimo le prime volte.

Più crescete come statistiche, più sarete in grado di avere risultati migliori.

Tutto molto bello ma anche tutto purtroppo legato a delle regole che distruggono la magia, nel senso che il quarto calcio della combo generica è equivalente ad un calcio volante, il calcio volante è più forte di qualsiasi attacco, il calcio in schivata è uguale al calcio volante. Per non parlare del secondo potere segreto che potete sbloccare (bisogna essere tipo CIECHI per non prendere questo potere ed avrete comunque la possibilità di recuperarlo più avanti) che è tipo una sequela di missili di roccia teleguidati che vanno anche attraverso le mura. Fico da vedere, fin troppo potente.

Però oh, anche con questi limiti la sensazione di potenza nel combattimento c’è e durante le missioni con più nemici, tanti nemici, è appagante farne fuori un sacco con diverse modalità!

tr;dr si cammina sui muri e si danno calci volanti

Fumettisticamente parlando

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La quantità di Artwork presenti in questo gioco è strabiliante. Succede quando ti ispiri alla più grande branca fumettistica mondiale (franco-belga) e la metti in mano ad un paio di giapponesi come Takeshi Oga e Shunsuke Saito. E’ tutto disegnato, dalla mappe di gioco (che si vede pochino rispetto alla versione psvita, peccato perchè sono stupende) ai dialoghi, alle texture stesse, ogni tanto spunta un disegno; il livello di dettaglio degli artwork è qualcosa di incredibile, la scelta dei colori sopratutto, il tratto. Fa piacere notare come i modelli 3D dei personaggi siano quanto di più vicino ci possa essere ad una trasposizione del disegno da cui provengono, con tutti i limiti del caso, stiamo pur sempre parlando di un gioco che girava su PSvita anche se anche in questo caso è stato fatto un upgrade.

Il design visuale di Gravity Rush, tipo la scelta di avere i personaggi di gioco in pesante contrasto con lo sfondo di gioco, così come la draw distance non proprio lontanissima, è orientata al gameplay stesso, per evitare di far perdere il giocatore: ricordo che stiamo parlando di un gioco che nasce come portatile, su una pessima risoluzione e con una libertà di movimento fuori dal comune; tutte le mappe/ambientazioni tra le altre cose sono nate come “isole” proprio per mantenere un level design che fosse verticale, scelta saggia: fare un gioco con un gameplay del genere in cui si passa un buon 90% in volo sarebbe stato ingiocabile su delle mappe sviluppate orizzontalmente.

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Il lavoro svolto nella conversione, fatto esternamente da Bluepoint Games, ha portato oltre ai tweak all’illuminazione ed all’eliminazione del bloom ad un aumento del polycount di determinati elementi, migliorando il dettaglio del gioco, insomma finalmente adesso il gioco si vede cosa succede eccome essendo anche a 1080p, pulitissimo. Restano delle zone spoglie e brutte da vedere, alcune texture ridondanti, ma non è che hanno rifatto il gioco da zero, hanno appunto fatto un Remastered e non ci si può proprio lamentare del risultato.

Un lavoro grosso deve essere stato proprio il motion comic secondo me, Essendo nato per una risoluzione diversa, in alcune vignette infatti si nota, fortunatamente per altre il lavoro originale doveva già essere stato fatto ad una risoluzione maggiore, com’è prassi (lo faccio pure io, che in confronto a questi sono una merdina, figuriamoci).

Altre figate sono la lingua parlata di gioco che è completamente inventata e l’alfabeto (anche sulle insegne, sui modelli, ovunque). Un mondo nuovo creato da zero, con le sue regole. E’ una cosa che non si vede tutti i giorni, per quanto ci siano l’equivalente di oggetti ed ambientazioni reali, tutto è incastonato alla perfezione in modo verosimile, ancora una volta la derivazione dal mondo del fumetto è marcata, mostrando un lavoro di fino creato prima ancora del gioco stesso.

Peccato che il motore attuale mantenga gli stessi problemi di spawn dei personaggi, colpa dello stream di dati, rompe un pò la magia.

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L’essenza “fumetto” è anche nell’esagerazione delle animazioni, tipo l’atterraggio da supereroe di Kat quando passa da una modalità gravitazionale all’altra o l’ignobile caduta, l’effetto alla “ralph supermaxieroe” quando vola tra i palazzi, i calci potentissimi ed i Nevi stessi, di diverse forme, tendendo ad avere aspetti diversi e quindi comportamenti coerenti. Gli NPC invece sono statici, però è divertente prendere a calci la gente le prime volte, o creare campi di stasi attorno alla popolazione per poi lanciali in aria, mentre urlano :V

tr;dr ci sono disegni di gesucristo e belle ambientazioni, spoglie ogni tanto, ma chi se ne fotte è troppo bello

Musical Maestrol

Finalmente una colonna sonora memorabile. Erano anni che non ne sentivo una. Sentite qua:

Urla, urletti, versetti, è giapponese assai sto gioco, penso si sia capito. E infatti indovinate tra le varie cose che ha fatto Kohei Tanaka cosa c’è? Dragonball. E One Piece. E roba Capcom. Cioè hanno fatto un dream team di giappo-anime-fumetto che mamma mia.

Mamma mia.

tl:dr Non ci capisco un cazzo di musica e sono sempre in difficoltà quando devo parlarne, sotto questo profilo GR mi piace da impazzire.

Matriarcato

A memoria non ricordo un gioco in cui ci fosse un girl power così potente: tutti i personaggi secondari maschi sono dei deficienti e/o gente di merda, tutte le donne sono carismatiche e/o fighe ed interessati. La trama è ingarbugliata, per tanti motivi. Arrivati alla fine del gioco tante domande rimarranno senza risposta, anzi.

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Le avventure di Kat insomma sono un susseguirsi di eventi di cui il giocatore non ha assolutamente il controllo! Kat deciderà di diventare un eroina senza conoscere nemmeno il suo vero nome, anche in questo caso parliamo di una classica scelta di trama tipicamente giapponese: il personaggio principale è una ragazza evidentemente arrapatissima, quasi sempre mezza nuda ma contemporaneamente innocente e naiv, mentre dall’ altra parte c’è un alter ego incazzata come una biscia. Canonicissimo! Però intanto tutto quello che c’è attorno non lo è, anzi, politica, milizia, i Nevi, i Creatori, i Guardiani, le bande, le persone, l’indovina, tutti fanno parte di una storia più grande.

E’ difficile per un giocatore pelato e con la barba immedesimarsi in una ragazzina bionda ma il punto è che Kat è talmente adorabile che ci si affeziona. E poi tira mazzate come un dio-camionista quindi… Insomma è un personaggio simpatico proprio nell’animo. C’è anche una serie di fumetti a parte che raccontano pezzi di storia completamente slegati (come i DLC, inclusi nella remastered) che sono molto divertenti. Si chiamano Gravity Days, li trovate tradotti ovunque su internet e sono stupendi da vedere, ovviamente.

tr;dr tanta figa

Un prototipo

La sua destinazione mobile/portatile iniziale non lascia dubbi quando si tratta di interazione: solo alcuni elementi di sfondo sono interattivi (quelli da lanciare con la stasi) ed i nemici, il resto del mondo è solo un unico playground creato attorno ai poteri gravitazionali. Si vede lontano un chilometro che il tutto si mantiene su di un filo sottilissimo.

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Le interazioni coi nemici più grandi, i combattimenti ed in generale tutto quello che porta il giocatore fuori dagli schemi di gameplay studiati appositamente porta sempre ad un unico risultato, cioè il respawn: la libertà di movimento è notevole ma durante le missioni per evitare qualsiasi tipo di problema si è deciso di evitare di far sbagliare il giocatore, in pratica ogni attacco è guidato, difficilmente creperete, cascando nel vuoto non vi succederà quasi mai niente, interagire con oggetti “al volo” è possibile perchè hanno lasciato delle hitbox enormi proprio per evitare di incasinare l’engine ed il giocatore.

Inoltre il gioco è strapieno di marcatori, vi dicono dov’è la prossima missione, dove sono i nemici, dove’è l’obiettivo, le distanze, in modo da non farvi perdere, mai.

Gravity rush è un prototipo di gameplay sul quale è stato sviluppato un gioco bello da vedere ma basico da giocare, con i suoi limiti. Limiti che un giocatore “normale” non vedrà nemmeno, anzi, il giocatore casuale non avrà la frustrazione che ne potrebbe derivare da un esperienza di gioco più libera (tipo perdevi perchè avete sbagliato a dare un comando o cascare nel vuoto e dover ricominciare una missione).

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I caricamenti sono velocissimi ad esempio, i checkpoint sono messi in modo intelligente, è stato trovato un modo per arginare tutti i problemi che ci possono essere quando crei qualcosa di unico: non esiste un altro gioco come Gravity Rush, è un primo tentantivo.

tr;dr c’ha i suoi difetti ma ha un gameplay unico

Super Super Super Girl

Project Siren è riuscita a tenermi incollato allo schermo fino alla fine (mi sono dovuto violentare più volte per smettere di giocare), è un gioco giapponesissimo in tutti i pixel, divertente ma sopratutto originale. Un mattone su cui poter poggiarne altri per creare quel palazzo stupendo che sarà Gravity Rush 2. Perchè dopo aver giocato GRR in tutte le submission, riguardare questo trailer fa capire quanto potrebbe essere epico il sequel se limano tutte le imperfezioni e tediosità.

Gravity Rush rimane un gioco unico, un remastered eccellente ed un esperienza che si può fare solo su Ps4. La versione PSvita non gli rendeva giustizia, non come meritava. Se le giapponesate vi piacciono, se siete appasionati di fumetti e volete un gioco che si gioca in un modo tutto suo Graviry Rush fa per voi. E’ un gioco single player di quelli che durano parecchie ore, finito il gioco avrete la possibilità di continuare a svulazzare, ma senza una meta non è poi più così divertente.

Adatto a chi cerca qualcosa di diverso.

tr;dr giocone a 29 euro

8

Un articolo di the TMO

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per gli amici Timo, è in realtà Marco E. Giammetti, sul pianeta terra dal 1979 e grafico dal giorno prima. Ha cominciato a mettere le appiccicaticce manine sui videogame all’ età di 3 anni con un Vic 20 e non ha più smesso di giocare da quella data in poi, frequentando sale giochi malfamate e rischiando più volte la bocciatura a scuola per tentare di uccidere quell’ ultimo maledetto boss.

25 febbraio 2016 Categoria: Comics Review

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