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Just Cause 3

La storia di un uomo ed il suo rampino

Just Cause 3

Prendete un pizzico di Banderas in Mariachi o Desperado, aggiungete un pizzico di Johnny Bravo, una cucchiaiata dell’omino di Tabboz Simulator (stellina d’oro a chi se lo ricorda), agitate bene e cuocete in forno per 20 minuti. Et voilà, ecco servito un bel Rico Rodriguez; cappottatore professionale di governi ed unica persona dall’accento squisitamente spagnolo in un Paese di ispirazione Italiana.

Cosa è stato fatto in 5 anni?

Un bel po’ di roba. JC3 è ovviamente il seguito di JC2 (ma va?), uscito oramai 5 anni fa. Il gioco mantiene grossomodo la stessa struttura del predecessore.
Action/adventure 3za persona, squisitamente sandbox e completamente tamarro e fuori di testa.
Il gioco basa il suo appeal principalmente sul fatto che il buon Rico, oltre ad essere in grado di “surfare” su qualsiasi veicolo guidabile (inclusi aerei da turismo, caccia, missili nucleari, il solito insomma), è dotato di un rampino indistruttibile, un paracadute automatico ripiegabile ed una tuta alare. Combinando questi oggetti è quindi possibile svolazzare in giro per le isole di Medici come fossimo un novello Batman armato di lanciamissili, petto villoso e tamarraggine.

E quindi torniamo alla domanda di prima. Cosa è cambiato in questi 5 anni? Beh, la tuta alare è nuova, ed il rampino si può usare di default per legare 2 oggetti (cosa aggiunta in JC2 da un mod), ma a livello giocabilità le novità finiscono qui.
Il gioco prevede ancora tantissimi veicoli da guidare, missioni di storia da fare per liberare il Paese, sfide a tempo e di devastazione in pieno stile GTA, e tantissime aree da liberare dall’occupazione nemica nell’unico modo che Rico sembra conoscere: facendo saltare tutto in aria.
Il gioco si basa su un motore fisico piuttosto solido e molti elementi a schermo sono distruttibili, nelle maniere più disparate. Potete sparare, piazzare esplosivi, schiantarci un aereo contro, legare l’oggetto ad un carro armato e lanciare il carro da una scogliera, legare una panda (la macchina TMO, non il plantigrade…)(mannaggia :V ndTMO] ad un elicottero ed usarla come palla da demolizione… Insomma, avrete capito che il motore fisico ed il rampino sono estremamente versatili. Purtroppo però la novità tende a scadere molto rapidamente, e per quanto sia divertentissimo cercare modi originali per portare devastazione e morte, rubare un elicottero d’assalto e radere tutto al suolo a missilate è più rapido ed efficace di ogni altro metodo.

Vi posso assicurare che l’entusiasmo calerà molto rapidamente una volta data un’occhiata alla mappa di gioco. Il terreno è enorme, pieno zeppo di basi militari, accampamenti e villaggi da liberare. Ognuno di questi poi richiede la distruzione di molti elementi, non indicati sulla mini-mappa, rendendo il tutto piuttosto lungo e laborioso nelle zone dall’architettura più complessa. Concorderete con me che a questo punto un bel bombardamento a tappeto si rende l’opzione più desiderabile.
A queste parti di insensata distruzione poi si possono aggiungere varie attività secondarie in pieno stile Saints Row / GTA, che spaziano dalle prove a tempo alla distruzione di tot elementi in tempi prestabiliti ed altro. Queste prove daranno una valutazione sulle nostre performance, e meglio sarà il risultato più otterremo punti per lo sblocco di abilità per Rico. Questa forzatura nasconde dietro ad attività talvolta tediose buona parte delle abilità più gustose, rendendo il tutto meno libero e aperto di come un sandbox dovrebbe essere.
Questo però non vuol dire che il gioco non sia divertente. Preso a piccole dosi il gioco è esilarante, anche grazie ad un cast di comprimari divertenti e fuori di testa.
Però, se dovessi descrivere il gioco in una frase, sarebbe che il troppo stroppia.
Considerando poi quanto JC2 sia stato moddato negli ultimi anni, JC3 sembra quasi un passo indietro su alcuni aspetti, primo fra tutti il multiplayer, cosa aggiunta da degli appassionati della community del gioco e che gli stessi sviluppatori non hanno inserito nel sequel.

Il brodo sarà pure allungato…

…ma quanto è bello il servizio di posate.
A livello tecnico (su un pc suficientemente potente dal gestire il tutto) il gioco è su di un altro pianeta rispetto ai prequel. Sia dal punto di vista della grafica dura e pura, con un motore poligonale con ottime performance, dettagliatissimo ed estremamente godibile, sia dal punto di vista della direzione artistica.

Voglio spendere due parole proprio su quest’ultima: in un anno come il 2015, in cui abbiamo avuto un sacco di giochi single player, abbiamo anche ricevuto una mole importantissima di prodotti di qualità artistica visiva mica da ridere. L’africa e l’afghanistan di Metal Gear Solid 5 sono vivi e sporcamente realistici, il mondo di Witcher 3 è un dipinto iperrealista interattivo, il deserto di Mad Max (recensione a breve) è il migliore mai visto in un videogioco, e Medici di JC3 non è assolutamente da meno.

Medici è di chiara ispirazione Italiana, non è mai stato nascosto dagli sviluppatori, e si vede.
Per avere una idea un attimino più precisa immaginatevi la Toscana, con le sue dolci colline ed i campi di girasole, sparpagliata su di un arcipelago di isole vagamente greche al largo del limpido mare della sardegna. Il tutto costellato da villaggi semi-liguri abbarbicati fra le montagne.
Per me, che manco dall’Italia da un po’ di tempo, il gioco ha rievocato memorie di estati perse a guidare senza meta nelle campagne per trovare una cascina dove fare una bella grigliata, mi ha ricordato il baretto del paese dove bersi un aperitivo al fresco della sera d’estate, mi ha ricordato quelle immagini italianissime de “Il Ciclone” di Pieraccioni, il tutto mentre col pandino (quasi tutte le auto sono ispirate a ciò che si vedeva in giro in Italia negli anni 90) si scappa dall’esercito fascista che stringe Medici nella sua morsa.
Insomma, visivamente il titolo non sarà il più definito e prestante dell’anno, pur essendo stupendo da vedere, ma a me ha proprio toccato nel profondo, in quel piccolo angolo di cuore che resterà sempre e nonostante tutto verde bianco e rosso.
A livello audio poi il gioco è comunque gradevole. Gli abitanti di Medici hanno il solito accento stereotipato che gli Italiani si portano dietro nei giochi, ma i dialoghi sono gradevoli e divertenti, e gli effetti sonori sempre molto buoni.
Come in tutti i sandbox poi ci sono vari collezionabili ed i complezionisti avranno pane per i loro denti con tutte le sfide da fare ed i punti di interesse da liberare.

In sostanza, JC3 è un bel gioco, ma tende a venire a noia se è l’unico che abbiamo a disposizione. Ottimo da inframmezzare con qualcosa di diverso, che permette di recuperare sulla sindrome del Troppo Stroppia.

8

Un articolo di Prophet

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Sono capitato su questo sito di pazzi parecchio tempo fa, un semplice lettore come voi comuni mortali, ed il sito era differente allora; tutto era più semplice a quei tempi. Ma un giorno cominciarono le recensioni, e sentii un disturbo nella forza. TMO, Pupo e LostTrainDude erano soli e disperati, e solamente il successore della divina recensione di Hokuto poteva salvarli, ma era occupato. Quindi ho cominciato a dare una mano io. Gioco ai videogiochi da quando convinsi i miei genitori a regalarmi un Master System per Natale, e da allora non c'è stato giorno in cui non abbia trovato un modo per fare una partita ad un qualunque sistema di intrattenimento elettronico. Questo purtroppo ha generato in me un errore critico di sistema, da cui è nato Casimiro; personificazione di tutto ciò che c'è di sbagliato e corrotto nella community dei videogiocatori. Almeno ci fa ridere.

15 gennaio 2016 Categoria: Comics Review

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