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Until Dawn

Riuscirete a resistere alla tentanzione di trombare? :V ndTMO

Until Dawn

Il Move

Molte volte capita che un progetto nasca per un hardware ed esca su quello di generazione successiva tradendo un po’ le aspettative (aka lammerda). Until Dawn non fa parte di questa categoria.

La primissima apparizione di Until Dawn risale ad almeno cinque anni fa, in un video che mostrava una carrellata velocissima dei titoli in sviluppo per Playstation Move. Era uno dei primissimi video promozionali pre-uscita della fortunatissima periferica Sony.
Parliamo di una manciata di frame sparati in meno di 1 secondo a schermo: gioco in prima persona, foresta cupissima, neve. Non vorrei sbagliarmi ma mi sembra di ricordare anche una cascina innevata.

Alla fine di tutto si venne a sapere che quei 0,05 secondi di video erano di Until Dawn. Poi il gioco è uscito, su Ps4 anzichè Ps3.

Until Dawn fa parte di quel genere che David Cage ha battezzato “drammi interattivi”, ovvero un gioco basato fortissimamente sulla narrazione dove il gameplay si limita al movimento del personaggio e frotte di Quick Time Event anche per raccogliere un bastone da terra. In questo genere rientrano, secondo me, anche i titoli Telltale Games (dico secondo me perchè in realtà molti non la pensano così).

Se non vi piace il genere o se siete dei paladini del gameplay potete anche smettere di leggere. Davvero, tranquilli. Bella.

Invece, nel caso questo genere quantomeno vi incuriosisca, continuate a leggere e preparatevi. Preparatevi perchè Until Dawn è il classico gioco che “non je daresti na lira” e per questo ti prende a calci sulle gengive.

Bu!

Tecnicamente Until Dawn non è fuori parametro. Graficamente ha i suoi picchi nelle espressioni facciali (che sono davvero fantastiche), per il resto siamo quasi in linea con ciò che ci si aspetta da una console di questa generazione. Ogni tanto succede che qualche texture passi da bassa ad alta risoluzione nei cambi di inquadratura, ma parliamo davvero di millesimi di secondo, quindi nulla di preoccupante.
Effetti luce ottimi, ombre dinamiche perfette…insomma tecnicamente, a parte la sbavatura citata prima, non gli si può dire assolutamente nulla. Nel complesso è davvero un bel vedere. Parliamo di un “thriller-horror”, e non c’è alcun dubbio che l’audio e la grafica globale siano davvero perfetti per il genere. Kudos.

Il doppiaggio in italiano è buonissimo, purtroppo però, essendo le espressioni facciali e la mimica davvero spettacolari, il consiglio è di settare il doppiaggio originale per godere a pieno di tutto.

GAMEPLAY!!

LOL.
Su, a parte muovere il personaggio e i QTE non si fa nient’altro. Tutto il gioco si basa sulla narrazione e sulle scelte morali di sei protagonisti che una sera si ritrovano per festeggiare (nel giorno di un anniversario molto particolare) in una baita in montagna e d’inverno. Il paesaggio montano invernale fa da cornice ad una storia thriller/horror fantastica, che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine, titoli di coda inclusi.
Ma la genialità non sta solo nella storia e di come viene snocciolata durante il gioco, sta anche nel fatto che nonostante la “seriosità” degli eventi traspare l’intento degli sviluppatori di parodiare famose pellicole horror e videogiochi. Un vero tocco di classe.

Tutta la storia comunque si basa sulle scelte di dialogo e azioni che si faranno, in quanto queste andranno ad influenzare i rapporti tra i personaggi che a loro volta daranno forma al “butterfly effect” degli eventi, i quali sono consultabili in un menù apposito. Ma ad aumentare “il peso” delle scelte da fare ci sono anche dei piccoli flash che rivelano eventi futuri, e che ogni personaggio può avere tramite il ritrovamento di alcuni pezzi di totem sparsi in giro per le location. Gli eventi futuri però possono essere cambiati, ovviamente sempre grazie alla scelta giusta (o sbagliata) che si prenderà in ogni situazione.

Until Dawn è meglio delle Cageate

Il lavoro di SuperMassive Games è splendido. Until Dawn è l’esperienza fantastica che non ti aspetti, grazie alle mille sfumature che propone e che cercano di spettinarti la psiche (in tutti i sensi). E’ il gioco di narrazione che prende il meglio da tantissimi esponenti del genere, andando dal semplice (ma splendido) Gone Home, a Heavy Rain, passando per The Walking Dead, skinnando il tutto da classico film horror anni 80/90 sullo stile di Friday the 13th e Nightmare. Gran gioco. A patto che vi piaccia il genere. Se non vi dovesse piacere…perchè siete arrivati a leggere fino a qui?

9

Un articolo di Er Pupo

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Se mi trovo qui é perché sono romano: ho conosciuto Marco all’expocartoon di Roma quando ancora era un fanboy SEGA, scriveva su un sito di Videogiochi che seguivo e si faceva chiamare TMO (senza l’articolo). Con la morte del Dreamcast TMO impazzì, e ne seguirono una serie di eventi (durati 10 anni e passa) che senza motivazione apparente mi hanno portato a scrivere su Beavers. Sapevo di TMO project quando ancora era nella testa di Timo, anche se non ho ancora ben capito cosa sia, e sono a conoscenza della passione, il tempo ed i soldi che ha dedicato da anni a questa parte. Ancora mi chiedo però cosa significasse la sua vecchia mail, “mamameg” (rischierei la scomunica ndTMO) pero’ sono felice e onorato di essere qui. I miei vizi sono solo sigarette e gaming, dunque va da se’ che sto’ sempre senza na lira (cosa che ci accomuna un pò tutti, su questo sito ndTMO)!

25 agosto 2015 Categoria: Comics Review

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