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Caccia Selvaggia

Caccia Selvaggia

L’intervista

L’evento

Il terzo capitolo della saga dello Strigo è uno dei giochi più attesi dell’anno, c’è poco da stare lì a sentenziare, è l’hype del popolo a parlare e anche io mi aspetto e spero in un gran giocone. Però, come tutti sanno, per una Caccia Selvaggia (Wild Hunt…ehm..), è bene arrivare in anticipo e, come mi abitudine, forse sono accessivo e arrivo alle 10:00, droppo subito una foto dell’ingresso con locandina, ma sono di un’ora e mezza precoce. Il ragazzo all’entrata mi fa capire con cortesia che posso anche farmi un giro e così, dopo aver visto il Teatro La Scala attorniato da cinesi urlanti, mi ripresento alle 11:10 e scopro che è già entrata abbastanza gente e si inizia a sentire una calda atmosfera.  Non a caso per regalarmi un bel sorriso mi piazzano una busta piena di gadget sulla spalla e mi invitano ad entrare in questo salone dove mi sento subito bene, grazie anche a qualche faccia di persone che avevo conosciuto e con le quali scambio quattro chiacchiere e risate. Dopo un succo all’arancia offerto dal rinfresco presente, scatto qualche foto e non posso che gioire per la bella statua di Geralt all’ingresso, oltre che buttare un occhio al gioco da tavolo esposto. Noto poi che le postazioni da gioco presenti su un’ala rialzata della sala annoverano 2 PC belli potenti e altre 10 postazioni Xbox One, niente PS4. Mi sembra tutto molto informale e semplice, prendo posto in sala e attendo che arrivi la guest star di CD Project Red: Damien Monnier, il senior gameplay designer. L’organizzazione mi pare ottima, difatti non ci sono ritardi e la cosa mi piace assai visto anche che ho il treno..

Damien Monnier arriva correndo e si vede subito che è uno schietto e veloce, poche ciance. Dice quattro parole veloci sul progetto, ci fa vedere uno dei soliti trailer già gustati tempo fa all’E3  il video è questo, se lo troviamo senza canali strani meglio..), ci avverte di non leccare la lingua del mostro che sta combattendo Geralt all’ingresso e ci invita a giocare e a riportare su dei fogli prestampati la nostra opinione anonima sul gioco provato, pregi e difetti, per loro è di grande importanza.

La Demo

Impressioni grafiche a caldo

Provo il gioco in 2 momenti diversi. Nel primo faccio solo 10 minuti rapidi provando sistema di combattimento tra la vegetazione e una bella galoppata a cavallo, per testare i comandi, avere una prima impressione; la seconda volta invece ho più tempo e mi passo un’abbondante mezz’ora prendendomela con più calma restartando la demo da zero e non prendendola in corsa. Prima di tutto segnalo che gli effetti grafici sui PC presenti erano settati in modalità “alta”, ma volendo si poteva passare anche ad altissima e mettendo a confronto la versione PC e quella Xbox One, grandissime differenze non ne ho notate. Ovviamente qualcosa nei dettagli dell’ambiente e della vegetazione si notava e sicuramente con tutto al massimo sul PC ci si leccava ancora di più i baffi, ma la grafica rimane assolutamente ottima. Quello che mi salta subito all’occhio è che c’è tanto colore, tante tinte forti, poca cupezza, c’è vita e luce in questo gioco, forse addirittura troppa in alcuni luoghi esplorabili, ma a me piace questa carica. In effetti girando poi per questo open world mi ricordo che mesi addietro la grafica sembrava voler ricercare un realismo maggiore mentre ora i luoghi appaiono più “acquerellati”, passatemi il termine. Questo però non è un difetto e soprattutto non va scambiato per un gioco dalla grafica cartoonosa e colorata, anche perchè più si gioca e più ci si fonde e ci si coinvolge in queste terre selvagge. Rimango colpito anche dai dettagli presenti perchè spesso giocando mi guardo attorno, mi soffermo a vedere le pareti del castello, le piante, le texture dei modelli poligonali e la cura con cui è stato realizzato Geralt è davvero da applausi. E’ insomma bello da vedere.

L’inizio

La demo ha un livello di difficoltà settabile tra 4 livelli: facile, normale, difficile e super difficile (?).  Il gioco ha inizio nella fortezza di Kaer Morhen con Geralt che si fa il bagno nella tinozza stile Terence Hill. I filmati sono ben realizzati e li possiamo skippare con X. SI capisce subito che ce ne saranno diversi e ci sarà parecchio dialogo nel gioco, il che, a parer mio, non guasta mai per alimentare una bella trama. Già nella prima stanza si può fare dimestichezza con alcuni comandi e con gli oggetti presenti nell’ambiente circostante tant’è che tenendo premuto LT sul pad della One, si attiveranno i sensi del witcher e Geralt potrà esaminare meglio tutto ciò che gli sta attorno. Presa la chiave e aperta la porta ci troveremo poi a rincorrere la piccola Ciri per la fortezza fino al campo di addestramento, ottimo modo per fare tutorial. Notiamo quindi che tenendo premuto A lo strigo scatterà e correrà più velocemente, mentre con L + B scavalcherà muri e steccati; se invece state già correndo e vi trovate di fronte un ostacolo, premendo solo B istantaneamente, lo salterà proprio. Già da queste brevi fasi di gioco per niubbi si vede però che il gameplay è molto fluido, stabile, non ci sono cose stupide all’ Assassin’s Creed dove dopo 10 anni ancora si impapina e cade da solo o se sbatte contro un muro si blocca, fa il mimo nel vuoto o cerca di saltare cose inesistenti, no, qua c’è della logica. Scorre. Mi piace.

La spada danza e il fuoco pure

Eh sì, una volta arrivato al campo di addestramento, il tutorial per il combat system è davvero ben fatto e in pochi minuti impareremo già bene tutto quanto perchè ben studiato e forse perchè non si discosta molto dal secondo capitolo. Fatto sta che con la croce direzionale possiamo sguainare e riporre la spada, con X sferreremo dei fendenti classici, mentre con Y un attacco potente. Con lo stick analogico sinistro + B invece schiveremo gli attacchi e potremo anche fare capriole in avanti, tenendo premuto LT invece pareremo i colpi con la nostra arma e se azzecherete il timing giusto, nel momento in cui il nemico attacca, se premerete LT rapidamente, potrete parare il colpo e scagliare un pugno o effettuare una spinta di contrattacco.  Oltre agli attacchi con la spada, The Witcher è famoso per i “segni” che impara e che gli servono contro i numerosi nemici. Durante unos contro infatti, se premerete LB vi si aprirà un menù con i vari segni acquisiti imparati e potremo scegliere quello che più ci piace con A per poi tornare al combattimento e scagliarlo, se il vigore non è scarso, con tutta la sua potenza addosso all’avversario. Molto esaltante per me è stato il fuoco, un simbolo classico presente già dal primo capitolo, ma che dà sempre tanta soddisfazione anche visiva con gli effetti dei particellari che mi sono proprio garbati. Oltre questo, degna di nota è anche l’onda d’urto alla Dragon Ball, anch’essa con buonissimii effetti grafici. Erano inoltre presenti il simbolo che stordisce la mente del nemico che non vorrà più combattere, quello che aumenta le nostre difese attivabile quando si sta per essere colpiti e quella specie di trappola circolare viola che rallenta l’avversario se ci cammina dentro. Infine si possono anche lanciare delle sorta di bombe tenendo premuto RB, oppure colpendo bersagli più distanti tenendo premuto RB e mirando, facendo poi partire il colpo al rilascio. Insomma, combattere pare essere molto divertente e piacevole.

Conclusioni

Finita la sessione di tutorial il giocatore ha una quest principale da seguire come sempre, ma può esplorare un po’ quello che vuole, o almeno, dalla demo risulta questo. Gli spazi sono vasti, se non avrete un cavallo preparatevi a camminare parecchio, ci sono tanti NPC con cui parlare, interagire e ricevere quest secondarie, sì, anche nella demo. Carina anche la possibilità di inserire il “pilota automatico” al cavallo quando si è sulla strada principale, in questo modo l’animale seguirà la strada senza fermarsi e voi vi potrete scaldare una bella cioccolata calda, salvo poi non ritrovare il ronzino sulla Salerno Reggio Calabria. I combattimenti con nemici di livello superiore o quando ci si imbatte in gruppi di mostri non sono troppo facili, c’è sempre un buon grado di sfida e potrete approcciarli come meglio credete, se solo con la spada, solo con i segni e schivate, oppure mischiando un po’ tutto. C’è tanta libertà. E per fortuna c’è sempre la mappa in alto a destra che ci indica cosa fare e dove andare per la quest principale, come sempre. Il menù e l’inventario per il personaggio e gli oggetti è molto chiaro e pulito e sono rimasti tutti i vari cibi per recuperare le energie, o le erbe e gli unguenti per l’alchimia. In questa sessione di gioco che poteva durare comodamente un’altra mezz’ora o un’ora volendo ho fatto un po’ di tutto, tra cui anche buttarmi nell’acqua, nuotare e immergermi per prendere degli oggetti, ho seguito le tracce del cacciatore e di altri loschi figuri tenendo premuto LT per affinare i sensi del witcher e scorgere le tracce sul terreno, avrei potuto sfidare i viandanti nelle locande oltre che parlarci e vi farà piacere, o forse no, sapere che sono ancora presenti quei giochi simili alla dama o le gare di bevute, oltre che le scazzottate. Avrei infine potuto arrivare fino ad un boss finale, il grifone, piuttosto tosto da affrontare, ma avevo già abbondantemente goduto di questo open world. Di tutto ciò forse non ho avuto particolari tuffi al cuore che mi hanno fatto gridare al miracolo, ma mi è piaciuta davvero tanto la solidità del titolo. Non ho riscontrato alcun bug ed è stato tutto davvero fluido, zero caricamenti e c’è davvero tanto da fare sembra.

Non contenti della prova del gioco, dei gadget e della velocità con cui tutto è stato affrontato, ho avuto anche la possibilità, la gioia e quasi la sorpresa di fare un’intervista one to one con Damien Monnier e pur non conoscendolo di fama, ero un po’ emozionato, così perdonatemi se il mio inglese ha fatto un po’ cilecca in più punti e le riprese non sono state ottimali, in futuro vi stupirò! Nel frattempo è stato davvero un piacere conoscere Damien, un developer super gentile, alla mano e che sostiene Beavers.it e al quale dedicheremo presto una striscia perchè a lui piacciono tanto (go TMO go! :V).

Un articolo di gog3

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piace scegliere le vie difficili, difatti sono un grafico in Italia. Le cose si sono ulteriormente complicate quando Er Pupo mi ha chiamato per chiedermi se volevo unirmi alla banda dei Castori. In peggio. Spero, tramite le cose che scrivo e scriverò qui di incrementare l’odio che le persone hanno nei miei confronti. ODIATEMI, anche perchè uso le X al posto delle Z, ma cercherò di non farlo.

02 aprile 2015 Categoria: Comics

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