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Tropico 5

Dittatori in erba, aspiranti primi cittadini di paradisi tropicali, crudeli sfruttatori e despoti da 4 soldi: è uscito un nuovo gioco per voi!

Tropico 5

Dittatori in erba, aspiranti primi cittadini di paradisi tropicali, crudeli sfruttatori e despoti da 4 soldi: è uscito un nuovo gioco per voi! (Ma ne varrà la pena?)

Tropico 5

Mi piacciono tanto i gestionali. Davvero tanto. City builders, gestionali alla Civilization, strategici in tempo reale , a turni oppure ibridi; semplicemente adoro il genere; la serie Tropico ha sempre avuto il suo posticino nel mio cuore.
Come strategico non è mai stato il più complesso oppure il più accattivante ma non è mai stato il peggiore. Il fascino tutto particolare del gestire il nostro paradiso caraibico, con un po’ di city builder ed un po’ di politica civile ed economica sono sempre stati una combinazione particolare ed abbastanza unica nel genere e pur non essendo il prodotto piu acclamato da pubblico e critica, i gestionali Kalypso hanno conquistato una decente fanbase ed hanno ricompensato i giocatori con diverse ore di divertimento.
La saga di Tropico ruota dunque attorno ad una o più isole tropicali e si sviluppa attraverso 4 ere principali; coloniale, seconda guerra mondiale, guerra fredda e era moderna.

Dinastia tropicale

Il prodotto si presenta con diverse modalità, di cui la principale è decisamente la campagna.
In questa seguiremo la storia di una dinastia di presidenti / dittatori, a partire dalla ribellione dalla corona inglese fino ai tempi moderni, passando attraverso varie alleanze con gli alleati o l’asse in ww2 o con usa ed urrs in piena guerra fredda.
Il gioco è come al solito presentato in chiave umoristica, e ci propone missioni più o meno seriose per farci avanzare durante la campagna. Questa si rivela decisamente piacevole da giocare, soprattutto grazie al personaggio di Penultimo, “fidato” consigliere del presidente. Si presenta benissimo anche dinnanzi ai nostri occhi, grazie ad un motore grafico solido e pulito, in grado di presentarci colori vibranti e texture molto gradevoli.

Il sonoro arriva con un doppiaggio integrale del prodotto, voci molto simpatiche e dialoghi ben recitati, ma purtroppo le musiche (pur essendo allegrissime) sono piuttosto ripetitive ed abbastanza irritanti dopo poche ore di motivetti ripetuti all’infinito.
Il comparto tecnico quindi si presenta buono, non eccelso, anche se è decisamente il lato meno interessante di un titolo strategico/gestionale. Il gameplay è il punto forte di queste produzioni, o almeno dovrebbe esserlo.
E qui mi ritrovo perplesso.
Purtroppo Tropico 5 segue il trend che l’industria stà imponendo con un discreto successo da anni a questa parte, il temuto I.G.S.T.I., acronimo per I Giocatori Sono Tutti Idioti. Dopo il livello di personalizzazioni ed opzioni di Tropico 4 ci si è ritrovati con un nuovo capitolo pesantemente semplificato e privato di interessantissime opzioni. Soprattutto è facilissimo notare come i tratti del nostro avatar siano stati ridotti sensibilmente, così come i costumi che è possibile fargli indossare.

Dall’altro lato però sarà possibile avere una dinastia, ovvero parenti misti ed assortitti del presidente che porteranno anche loro i vari bonus al gameplay.
Una interessante aggiunta è anche la costituzione, che permetterà di aggiungere vari bonus/malus con il passaggio delle varie ere. Niente di extra revoluzionario ma comunque interessante.

Ricordo quando c’erano le mila lire

Il gioco ha leggermente rivoluzionato il sistema economico, permettendo di associare un budget per ogni edificio ed un manager per quasi tutti gli edifici di produzione.
Questo può risultare estremamente tedioso vista la quantità di edifici che finiremo per produrre ma anche estremamente valido visto che i manager ci daranno vantaggi notevoli per gli edifici. Purtroppo però c’è anche un lato negativo: la gestione degli stipendi/spese pare davvero campata in aria. Capita spesso di vedere professori universitari che vivono in baracche perchè ci sono solo spazi nelle case medie e non nelle ville extralusso. La cosa non ha senso, ed a volte le lamentele per la varietà di cibo a disposizione non tiene a conto tutta la nostra produzione, pur selezionando la possibilità di consumo locale dei prodotti.
Sono comunque problemi trascurabili, ed il gioco non risulta per nulla ingiocabile o ingiusto, direi che è perfino un po’ facilotto (sempre per il teorema di I.G.S.T.I.).
Pare anche strano che il numero di edifici sia ridotto così tanto rispetto al precedente capitolo. Vien quasi da pensare che buona parte delle opzioni e possibilità siano state volutamente tagliate per far spazio ad una buona quantità di DLC a sforzo 0 per i programmatori. Ma chiunque legga le mie recensoni saprà che io non penso mai male e non sono per nulla cinico su questi argomenti. O argomenti in genere. Si insomma, cinismo e sarcasmo non mi si addicono :V

Il multiplayer?!

Ah, c’è anche il multiplayer, sia competitivo che cooperativo, ma non credo interessi a molte persone, soprattutto considerato il ritmo particolarmente lento di questi giochi.
Tirando le somme, Tropico 5 non è un brutto prodotto, proprio per nulla, ma è davvero molto simile al precedente. Se un marginale update grafico a discapito di parecchi contenuti fa per voi, allora Tropico 5 è un buon acquisto. Ma considerando i saldi di Steam e probabilmente Tropico 4 con tutti i DLC vi costerà meno di una pinta in un pub!

7

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Un articolo di Prophet

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Sono capitato su questo sito di pazzi parecchio tempo fa, un semplice lettore come voi comuni mortali, ed il sito era differente allora; tutto era più semplice a quei tempi. Ma un giorno cominciarono le recensioni, e sentii un disturbo nella forza. TMO, Pupo e LostTrainDude erano soli e disperati, e solamente il successore della divina recensione di Hokuto poteva salvarli, ma era occupato. Quindi ho cominciato a dare una mano io. Gioco ai videogiochi da quando convinsi i miei genitori a regalarmi un Master System per Natale, e da allora non c'è stato giorno in cui non abbia trovato un modo per fare una partita ad un qualunque sistema di intrattenimento elettronico. Questo purtroppo ha generato in me un errore critico di sistema, da cui è nato Casimiro; personificazione di tutto ciò che c'è di sbagliato e corrotto nella community dei videogiocatori. Almeno ci fa ridere.

28 giugno 2014 Categoria: Comics Review

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