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Broken Sword 5 – La Maledizione del Serpente

Broken Sword 5 e la maledidizione del serpente – non è un vecchio film porno con cicciolina! :V

Broken Sword 5 - La Maledizione del Serpente

La mia impressione è che con la prima parte dei due “capitoli” in uscita abbiano voluto un po’ educare le nuove leve di videogiocatori all’approccio con le avventure grafiche punta e clicca [...] le teste dietro alla produzione sono le stesse dei capitoli precedenti, mi risulta difficile credere che non siano più in grado di elaborare puzzle più impegnativi, e infatti due o tre trovate geniali al limite dell’ ARG in questo nuovo capitolo mi lasciano pensare (e sperare) che la seconda parte sarà il vero banco di prova del ritorno in pista di quel dev team che ho sempre adorato

La citazione arriva dalla recensione di Broken Sword 5 – La Maledizione del Serpente:Episodio 1 che dovreste aver letto qualche mese fa.
Tony Warriner nella nostra intervista confermò quelle mie impressioni e anticipò un secondo episodio di ben altro spessore, ma in fin dei conti ”a chiacchiere semo tutti bboni”, come si dice dalle mie parti.

Intuizioni e Conferme

Potrei dire di aver ricominciato il gioco dall’inizio per avere il quadro completo e avere una rinfrescata generale degli eventi, ma non sarei del tutto sincero: ho ricominciato BS5 dall’inizio del primo episodio principalmente perchè volevo sbloccare tutti gli obbiettivi Steam, assenti nella prima release. Oltre agli obbiettivi, è stato aggiunto un grandioso doppiaggio in italiano che conta anche sulla storica voce italiana di George: Claudio Beccari.
In tutti i casi, rigiocare il gioco dal principio e portarlo a termine mi ha fatto notare dettagli a cui la prima volta non avevo fatto caso forse perchè “assuefatto” delle mie esperienze con i punta e clicca, ma in realtà già nel primo episodio sono presenti tutte quelle scelte di game design che mi fecero innamorare di questo genere, e mi sono accorto della cura col quale sono state messe in pratica per “educare” le nuove leve e non scontentare i veterani.

Il secondo episodio, comunque, parte subito in quinta con amate/odiate vecchie conoscenze e puzzle impegnativi come non se ne vedevano da tempo, di quelli che ti fanno usare carta e penna per prendere appunti e studiarli.
A differenza del primo episodio lo studio dei puzzle sarà una pratica ricorrente dall’inizio alla fine del gioco e che sia ingegno, cultura (già appresa o da apprendere) o logica, gli enigmi si susseguono a ritmo serrato e racchiusi tra sessioni e scene in pieno stile Revolution Software, che in uno speciale sul dev team pubblicato parecchi mesi fa definii così: “atmosfera incantevole con forti tinte noire che si fondono in modo più che speciale a una sottile ilarità e una finissima ironia nei dialoghi e nelle vicende, elementi che comunque non fanno perdere al titolo la seriosità degli stessi”, e l’alternanza di tutti questi elementi segue un ritmo quasi perfetto, che non lascia spazio a momenti di stanca o noia.

Concept

Storia, religione e leggende

Il marchio di fabbrica è fortemente presente anche nella trama, che proietta avvenimenti sotrico-mistici ai giorni nostri attraverso complotti, colpi di scena, e in alcuni casi sconfinando in temi metareligiosi, ma lo fa con una semplicità e leggerezza (da intendersi nel suo significato letterale) che porta ad appassionarsi sempre più alle vicende, senza contare che -al netto delle storie dei personaggi del gioco- contribuisce ad arricchire il proprio bagaglio culturale (chi di voi sa cos’è il Catarismo? ndErPupo).

Nella recensione del primo episodio lodai molto la grafica, ma è sempre bene ricordare che il lavoro svolto dagli artisti per creare sfondi e personaggi 2D è davvero ottimo soprattutto per ciò che riguarda gli ambienti, e nella seconda parte di gioco questi elementi non sono da meno: i due protagonisti viaggiano in lungo e in largo per il vecchio continente, e ogni ambientazione è caratterizzata per rievocare al meglio la parte di mondo in cui si svolgono le vicende.

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Bentornata Revolution!

Nella sua interezza, Broken Sword 5 – La maledizione del serpente è un grandissimo adventure punta e clicca, il migliore che io abbia giocato da almeno 10 anni a questa parte. Come numero e difficoltà di puzzle ed enigmi potrebbe addirittura essere il migliore di tutta la saga, ma Revolution Software va premiata anche per aver studiato e creato un titolo che “insegna” a giocare le avventure grafiche nel miglior modo possibile, quasi fosse una missione. Vi dirò che conoscendo l’amore dei fondatori del team per il genere non mi stupirei se uno dei loro intenti nel creare il gioco fosse proprio quello. Se non siete amanti dell’azione questo è assolutamente un must-buy anche se non avete esperienza con le avventure grafiche, e non avete scuse di sorta in quanto c’è una versione del gioco per qualsiasi piattaforma, anche mobile.

9

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Un articolo di Er Pupo

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Se mi trovo qui é perché sono romano: ho conosciuto Marco all’expocartoon di Roma quando ancora era un fanboy SEGA, scriveva su un sito di Videogiochi che seguivo e si faceva chiamare TMO (senza l’articolo). Con la morte del Dreamcast TMO impazzì, e ne seguirono una serie di eventi (durati 10 anni e passa) che senza motivazione apparente mi hanno portato a scrivere su Beavers. Sapevo di TMO project quando ancora era nella testa di Timo, anche se non ho ancora ben capito cosa sia, e sono a conoscenza della passione, il tempo ed i soldi che ha dedicato da anni a questa parte. Ancora mi chiedo però cosa significasse la sua vecchia mail, “mamameg” (rischierei la scomunica ndTMO) pero’ sono felice e onorato di essere qui. I miei vizi sono solo sigarette e gaming, dunque va da se’ che sto’ sempre senza na lira (cosa che ci accomuna un pò tutti, su questo sito ndTMO)!

24 maggio 2014 Categoria: Comics Review

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