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Skylanders: SWAP Force

Non è un gioco per scambisti

Skylanders: SWAP Force

Personalmente non avevo idea di quanto vasto fosse il franchise di Skylanders e da quale altro franchise traesse riferimento. Infatti Skylanders: SWAP Force è il terzo di una serie di giochi che comincia nel 2011 con Skylanders: Spyro’s Adventure. Quando ho visto la confezione del gioco e l’ho aperta, mi sono detto: “C’è scritto che è per bambini dai 6 anni in su… Riuscirò a capirci qualcosa?”

Era la prima volta che vedevo dal vivo una qualsiasi periferica USB (che non fosse un controller) per l’X360 e la cosa mi affascinava non poco. Quando ho fatto il conto di quanta roba ci fosse nella confezione tra pupazzetti, carte collezionabili e il tabellone davvero mi sono chiesto cosa avessi davanti.

Bando alle ciance, ho tirato fuori tutto dalla confezione e ho acceso l’X360. Dopo aver aggiornato e installato tutto il necessario, ho attaccato il Portale del Potere (nome altisonante) e posizionato due dei tre Skylanders su di esso (avendoci giocato in co-op locale). Ero quindi definitivamente pronto ad entrare nel mondo di gioco.

Ad accogliermi è Eon, il più grande dei Padroni dei Portali (di cui noi facciamo parte). In un filmato ci illustra le Skylands, magiche terre protette dai più grandi eroi mai conosciuti, gli Skylanders che lui ha guidato fino a quando poi il compito non è passato a noi. Questa volta (si, perché appunto è il terzo di una serie di giochi) dovremo guidare un particolare gruppo di Skylanders che ha il compito di proteggere le isole Nubiaperte (Cloudbreak Islands). In queste isole c’è un vulcano che erutta ogni cento anni per rifornire di magia tutte le Skylands. Durante l’ultima eruzione, però, il vulcano venne attaccato dalle forze dell’oscurità e, quegli Skylanders che si sono lanciati in difesa del vulcano ci sono finiti dentro e, involontariamente, hanno acquisito questa nuova capacità, la “Swap Force” che permette loro letteralmente di scomporsi, scambiarsi i pezzi e ricomporsi:

Ogni Skylander della Swap Force ha delle particolarità specifiche, illustrate dal simbolo che recano alla base della loro parte inferiore.

Scomponendosi e mischiando le proprie parti a quelle di altri Skylanders si possono ottenere nuove combinazioni ed è, per me, effettivamente magia pura che la pedana, esteticamente tutta plastica, riesca a riconoscere, in maniera repentina e senza battere ciglio, che pezzi e di quali Skylanders è composto il nostro avatar.

Nello Starter Pack ci sono tre Skylander:

I primi due, Wash Buckler e Blast Zone sono “swappabili”, il terzo, Ninja Stealth Elf, no.

Dopo questa breve introduzione, entriamo subito in contatto con gli eventi di questo capitolo. Il capitano Flynn, uno dei personaggi ricorrenti della serie, è uno che ama autodefinirsi “il miglior pilota di tutte le Skylands” e, mentre si trova in una sorta di viaggio di piacere verso il monte Nubiaperte, la sua nave volante si ritrova abbordata da una “volpina” chiamata Tessa che, a dorso di un “pollo gigante” (ma possiamo dire più facilmente Chocobo :V) chiamato Whiskers. Tessa è in cerca dell’aiuto degli Skylanders dal momento che il suo villaggio è attaccato dai Greebles, servitori di Kaos, l’antagonista ricorrente della serie, proprio prima della nuova cerimonia del vulcano. È evidente che ha in mente qualcosa di malvagio.

Skylanders: SWAP Force è, in fin dei conti, un hack ‘n’ slash con una produzione incredibile, degna probabilmente della Pixar, ed è un titolo pieno zeppo di colori e di cose da raccogliere. Gli Skylanders, ad un occhio più adulto, possono dare l’impressione di rappresentare delle entità che vengono evocate solo per lavarsi le mani dalle responsabilità. Escono “come se niente fosse” e risolvono tutto loro, menando mazzate a destra e a manca. Tuttavia sappiamo che è semplicemente un modo facile per farci sentire dei veri eroi :V

Si tratta di un gioco “estremamente democratico”: due giocatori in co-op non dovranno mai fare a cazzotti nella vita reale per i punti esperienza, la quantità di monete da raccogliere o il cibo da dover mangiare per recuperare l’energia, dal momento che tutto ciò che si trova lungo il cammino è distribuito alla stessa maniera per tutti. Infatti, quando me ne sono accorto, la mia mente è subito volata indietro di anni a quando, su PS1, giocavo a Fighting Force, rovinando amicizie secolari trollando (ed essendo trollato) nel rubare al giocatore 2 di turno la possibilità di curare il proprio personaggio. Con Skylanders: SWAP Force questo non è un pericolo, semplicemente non può succedere.

Inoltre, il gioco tiene conto dei punti esperienza, dei soldi e degli oggetti raccolti lungo il percorso e dei poteri acquistati di ogni Skylander. Questo significa che non tutti gli Skylanders “crescono” assieme e ciò porta, indubbiamente, ad allargare a dismisura un gioco che sembra essere già di per sé enormemente vasto. Non tanto per l’intreccio principale e la sua risoluzione, ma quanto per il fatto che lo Starter Pack contiene solo 2 Skylanders “swappabili” e uno “fisso” mentre, in giro nei negozi, ce ne sono parecchi altri. Solo di “swappabili” ce ne sono 16, il che significa ben 256 combinazioni possibili.

Il gioco ovviamente (o fortunatamente) può benissimo essere completato soltanto con gli Skylanders a disposizione nello Starter Pack, ma averne di diversi permette di accedere ad alcune delle tonnellate di piccole sezioni di gioco altrimenti inaccessibili e che spesso si traducono veri e propri minigiochi (a quanto pare una costante dei titoli del franchise). Talvolta verrà mostrata anche la possibilità di poter usare gli Skylanders dei titoli precedenti, come quelli di Skylanders: Giants.

A cosa ci servono, dunque, tutte le monete che troviamo in giro? A comprare potenziamenti per il nostro Skylander di turno, sostanzialmente. Potenziamenti che, seppur non realmente indispensabili, indubbiamente rendono più divertente e challenging il gioco che, in ogni caso, sembra mantenere equilibrata la sua difficoltà risultando raramente frustrante.

I nemici sono vari, variegati e buffi. Sono, inoltre, tutti abbastanza facili (ma non per forza noiosi) da combattere, dal momento che, ogni volta che ne incontriamo uno per la prima volta, un’inquadratura con primo piano ci fa capire in cosa consiste il suo attacco e, talvolta, quale sia il suo punto debole. Questo dovrebbe permettere, almeno a difficoltà normale, di proseguire senza particolari intoppi, soprattutto per i videogiocatori più giovani.

Così come i giochi precedenti, anche questo presenta una modalità Battle Arena dove gli Skylanders potranno sfidarsi in combattimento in livelli diversi e appositamente costruiti.

CONCLUSIONE

Certo, la puzza di marketing selvaggio si sente lontano dieci chilometri. Activision si è data parecchio da fare.

Da un giorno all’altro mi sono ritrovato circondato da articoli relativi alla serie. Dai megastore fino all’edicola sotto casa, ovunque ho trovato carte collezionabili (le stesse che escono con gli Skylanders) e singoli Skylanders in vendita. Devo ammettere che la cosa mi ha stupito. Oltretutto, a parlare è uno che non ha mai completato nemmeno un album di figurine quando era piccolo, quindi non credo di dire una bugia quando affermo che di giochi con componenti collezionabili credo di averne giocati davvero pochissimi.

A quanto appena detto ci si aggiunga anche che ogni nostro Skylander, con la sua propria personalizzazione tra oggetti e potenzialmenti, ha un suo codice unico che si può utilizzare per permetterci di sbloccarlo sull’apposita app per iOS Skylanders: Lost Islands.

Il coinvolgimento per i potenziali giocatori è vastissimo, quindi, e questa faccenda dell’app dedicata mi ha ricordato i bei tempi di Sonic Adventure 2 per Dreamcast, dove i Chao potevano essere trasferiti nella magica Visual Memory Unit e portati a spasso come fossero dei Tamagochi con risultati che sarebbero diventati tangibili anche nel gioco vero e proprio. È ovvio che stiamo parlando di cose decisamente diverse, ma c’è sempre spazio per la nostalgia :V

Insomma, Skylanders: SWAP Force è sicuramente un gioco per tutti, anche per i grandi che ci riescono a giocare senza pensarci troppo. Può regalare ore di spassionato e soddisfacente divertimento anche a chi non può fare a meno di doversi tappare il naso per non sentire l’odore del marketing.

Ora c’è solo un problema… Dove cacchio trovo lo spazio per riporre tutta questa roba? :V

7

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Un articolo di LostTrainDude

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Sono videogiocatore dai tempi del seggiolone (ero l'orgoglio della famiglia, riuscendo a battere i primi livelli di R-Type su Amiga a 2 anni) e appassionato di musica e scrittura dai tempi del liceo. Sono uno a cui piace fare un sacco di cose, il problema è che mi piace farle contemporaneamente. Ho conosciuto TheTMO prima per sentito dire (definito "la persona con più videogiochi che abbia mai visto") e poi, un paio d'anni dopo, per visto fare. Da quella volta che giocammo uno contro l'altro a Quoridor, se oggi sono qui a scrivere su Beavers e se siamo finiti a partecipare insieme alle Global Game Jam con la Lonely Crew, è probabilmente perché quella partita la persi. Da lì ho cominciato a condividere grandi avventure esilaranti su Beavers assieme ad Oink, Er'Pupo e Prophet che fanno di questo uno dei posti più belli e divertenti nei quali mi sia trovato a stare da sempre.

08 gennaio 2014 Categoria: Comics Review

Ci sono 1 commenti

Commenti

  • http://beavers.it/ Er`Pupo de Beavers.it

    Lasci attaccato tutto e continui a giocarci, spendendo milioni per altri Skylanders :V

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