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Motocross Madness

terza uscita e in esclusiva per Xbox 360, le cose sono un po’ cambiate rispetto ai primi due titoli.

Motocross Madness

Spericolati con controllo

La grande differenza tra questo Motocross Madness e quelli di fine anni 90 è lo stile grafico: ciò che all’epoca veniva descritto come realistico ha lasciato spazio a qualcosa di più cartoon con tanto di boost e monete da raccogliere, scelte obbligate in relazione al fatto che il pilota protagonista è il vostro avatar, e tutti gli aspetti del titolo sono stati dunque disegnati per far si che il vostro alter-ego boxaro non sembrasse inappropriato.
Un framerate costante supporta aspetti tecnici e grafici ben realizzati, con rarissimi (ma proprio pochi) problemi di streaming texture per alcuni elementi della pista.
Anche lo stile di guida si è adattato al nuovo make-up, con un approccio molto più arcade e “leggero”, non per questo meno divertente o meno impegnativo.
Infatti, nonostante una fisica “vivace”, tenere la manopola dell’acceleratore sempre al massimo non vi porterà da nessuna parte, o al massimo vi porterà per terra, senza moto sotto al sedere e con gli avversari che vi sorpassano con tanto di sbeffeggio.

Un ambulanza per il tuo Avatar

E’ facile cadere nel tranello mentale dato dall’equazione grafica allegra = meno impegno, in realtà i controlli sono calibrati e mappati per sembrare semplici e intuitivi all’inizio, ma che alla lunga -una volta ottenuti nuovi trick- palesano una discreta curva di apprendimento che risulterà fruttifera e appagante una volta assimilata. Insomma, si “gioca” tanto.
Con location che vanno dall’Egitto all’Islanda, anche le piste richiedono una certa fase di studio, che diverrà sempre più importante man mano che si avanza di livello e si sbloccano nuovi tracciati. Per questo ci sarà anche l’esigenza di potenziare il vostro mezzo e/o comprarne uno più performante in quanto, a prescindere dalla vostra bontà di guida e dal livello di modifica della vostra moto, la conformazione di alcuni tracciati renderà questi passaggi quasi obbligatori.
Vincere nelle corse significa guadagnare punti esperienza, che a loro volta servono a sbloccare nuove moto, nuovi trick e nuovi accessori per il proprio mezzo e per il vestiario del vostro avatar, ma anche a sbloccare nuove gare, che come detto risultano sempre più difficili da vincere.
La maggior parte delle competizioni si basano sul posizionamento finale in ogni gara, ma una volta raggiunto un alto livello di esperienza verranno sbloccate una serie di gare a punteggio da incrementare a suon di tirck e relative combo: sicuramente la parte dove l’essenza del gioco si mostra in tutto il suo splendore.

Il mio Avatar ce l’ha più grosso

Parliamo sempre di punteggio, ovviamente. Nel gioco è integrato anche il sistema Avatar FameStar basato, in questo titolo, su una serie di obbiettivi ingame da raggiungere per guadagnare punti nella classifica del sistema cross-game di Microsoft, e per ogni obbiettivo raggiunto si possono ottenere pure oggetti premio per il proprio avatar.
Ma l’aspetto multiplayer prevede anche una modalità competitiva online fino a otto giocatori e un locale in split-screen che comprende anche sessioni cooperative.

Solido e frizzante

Microsoft Game Studio ha totalmente cambiato formula e ridato nuova vita ad uno dei suoi brand più conosciuti. La scelta di cambiare volto a Motocross Madness è stata azzardata ma azzeccata, soprattutto grazie ad un gameplay solidissimo e fresco che intrattiene piacevolmente. Se poi siete dei rosiconi competitivi, il multi online e la scalata a FameStar vi terranno occupati per parecchie ore.

null7.5

Un articolo di Er Pupo

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Se mi trovo qui é perché sono romano: ho conosciuto Marco all’expocartoon di Roma quando ancora era un fanboy SEGA, scriveva su un sito di Videogiochi che seguivo e si faceva chiamare TMO (senza l’articolo). Con la morte del Dreamcast TMO impazzì, e ne seguirono una serie di eventi (durati 10 anni e passa) che senza motivazione apparente mi hanno portato a scrivere su Beavers. Sapevo di TMO project quando ancora era nella testa di Timo, anche se non ho ancora ben capito cosa sia, e sono a conoscenza della passione, il tempo ed i soldi che ha dedicato da anni a questa parte. Ancora mi chiedo però cosa significasse la sua vecchia mail, “mamameg” (rischierei la scomunica ndTMO) pero’ sono felice e onorato di essere qui. I miei vizi sono solo sigarette e gaming, dunque va da se’ che sto’ sempre senza na lira (cosa che ci accomuna un pò tutti, su questo sito ndTMO)!

24 settembre 2013 Categoria: Comics Review

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