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Speciale 3D Dot Game Heroes

Sono lieto di presentarvi il secondo gioco “strano” della From Software, ovvero 3D Dot Game Heroes. Il gioco di cui sto per parlare è uscito da poco nelle lande italiane ma è disponibile da tempo in versione PAL UK dai maggiori rivenditori online, anche a prezzo Budget. Il fatto è che in realtà è in commercio da anni e l’avete già giocato decine di volte, magari in altre salse, magari sempre con gli stessi personaggi, ma da sempre gira per le mani dei videogiocatori…

Andiamo con ordine

Facciamo finta che per qualche strano motivo Link sia stato rapito nel 1986 dai tizi della From Software. Quindi the Legend of Zelda non è mai uscito, Dot Heroes invece si. Il gioco in questione infatti parte dal presupposto di essere il capostipite 2D degli action adventure con visuale dall’alto (appunto) dell’epoca 8Bit.

La storia narra di un fantomatico Eroe generico che libera il mondo di Dotnia da una malvagia entità (sempre generica) dopo aver ripristinato il potere delle sfere tolte ai classici 6 saggi (sempre con l’immancabile traditore presente). Passati i secoli e passata anche la moda degli 8bit, il Re di Dotnia decide che l’unico modo per far arrivare nuovi giocatori è quello di passare al 3D, mentre una delle sfere viene rubata…

Si, avete letto bene, la parte divertente e surreale infatti inizia da subito: Il gioco non pretende di raccontare una storia verosimile ma una parodia di un microcosmo persistente che vive all’interno di una vecchia cartuccia 8bit stereotipatissima. Non troverete niente di serio, cominciando già dal fatto che il vostro personaggio verrà scelto a prescindere come eroe leggendario praticamente senza alcun motivo, a parte una discendenza non ben specificata con l’eroe della leggenda! In 3DDGH non di rado si incontreranno personaggi che parlano di come la loro vita sia cambiata da quando sono passati alla terza dimensione ( “da quando siamo passati al 3D c’è molto più spazio da pulire” ci dice una ragazza del villaggio ) o nemici e ambientazioni che strizzano entrambi gli occhi all’ ammiraglio del genere (sempre Zelda).

Ed ovviamente le citazioni non mancheranno, sopratutto quelle che riguardano Demon’s Souls, Soulblazer e Final Fantasy (Zelda), che strapperanno più di un sorriso a chi è abbastanza nerd (o vecchio) da coglierle.

Roba da farci davvero credere che questo gioco sia esistito in passato, a cavallo tra ucronia digitale e citazione. Il tutto con solidissime fondamenta: l’intera struttura del gameplay del capolavoro di Miyamoto! Anche se più che base, sembra tutto il palazzo.

Inizierete il gioco con il mitico “eroe della leggenda” mentre si appresta a riporre la “spada leggendaria” nella “foresta della leggenda“. Dopo questa breve e leggendaria parentesi potrete scegliere il vostro personaggio, che sia maschio o femmina o anche… qualsiasi altra cosa.

Oblivion a 8 bit

I personaggi standard sono suddivisi in 2 macro-categorie, Maschio o Femmina. Nonostante possiate scegliere di interpretare il classico Eroe, la Principessa o il Principe, le altre scelte standard già da sole vi faranno capire che non avete a che fare con un gioco normale, ma che siete appena entrati nella fiera dell’assurdo: potrete infatti scegliere se essere Babbo Natale, uno Squalo, un Micio oppure un Demonio… questo non cambierà la storia del gioco, ma vi fa capire come venga posto l’accento sulla stravaganza. Volete qualcosa di diverso? Usate pure l’ editor: avrete a disposizione un cubo da 16x16x16 dove poter modellare a completo piacimento il vostro personaggio usando i singoli cubetti. Volete fare un cane? Un accendino volante? Una tartaruga? Riprodurre lo stesso Link? Potete farlo.

O potete anche scaricare le realizzazioni fatte dagli altri utenti, disponibili sul PSN. Non vi cambierà la vita, ripeto, ma vedere un paio di chiappe con le gambe che brandiscono una spada beh, non è da tutti i giorni.

Se volete farvi un idea dell’editor, Atlus ha messo a disposizione una versione in flash sul sito ufficiale!

L’editor online è comunque una versione “base” perchè all’ interno del gioco dovrete anche creare delle microanimazioni. Non vi allarmate, 3D dot game heroes è pur sempre un gioco 8bit passato di forza al 3D, quindi alcuni retaggi della vecchia guardia non sono andati perduti, comprese le animazioni limitate (in tutto 4) e basate su un singolo frame. Con un pò di impegno potrete creare un vostro personaggio, e non deve essere stato facile per gli sviluppatori calcolando che TUTTI i personaggi del gioco sono stati fatti con lo stesso crieterio e limite di pixel tridimensionali, salvo rari casi e Boss di fine livello.

Un’altra cosa che noterete dal primissimo minuto di gioco sono le Spade: completamente Sproporzionate! Oltretutto, essendo espandibili, diventeranno ancora più grosse, uscendo addirittura fuori dal livello. All’ inizio può anche sembrare una citazione della serie “ce l’ho più grosso io” ma in realtà anche questa scelta bizzarra attecchisce al gameplay, con oggetti da distruggere messi apposta in luoghi normalmente inaccessibili e bonus da raccogliere utilizzando appunto la spada stessa, che come ogni action adventure 8bit insegna è una vera e propria estensione del personaggio. Il richiamo fallico comunque rimane e Freud ci andrebbe a nozze.

L’effetto delle spade “enormi” è disponibile solo quando l’energia del proprio personaggio è al massimo (come… Zelda) il che vi porterà a cercare energia in continuazione, la spada normale infatti si blocca contro le mura e ostacoli vari il che vi mette in svantaggio rispetto ai nemici nei posti angusti. Ma basta parlare di orpelli, parliamo del gioco adesso!

Partendo dal presupposto che deriva da un (inesistente) gioco 8bit, la grafica presenta tutti i difetti dell’epoca: divisione a quadri, scrolling limitato, animazioni scattose, personaggi squadrati e limitati nel numero di pixel (per quanto 3D), level design basato su griglie, il classico “passo sul posto” dei personaggi non giocanti ma anche del nostro personaggio quando, ad esempio, passa da una porzione di mappa all’altra. Tutto questo però miscelato agli effetti speciali dell’ ultima generazione, un abuso di lens flare, profondità di campo, ombre in tempo reale su qualsiasi cosa fossero anche scritte su schermo, blooming, hdr, effetti di luce il realtime e particellari, effetti scia; c’è anche della fisica quando si fanno a pezzi i nemici ad esempio, con i cubetti che saltano da tutte le parti rotolando sullo scenario. Guardare 3DDGH è un po’ come guardare una foto delle costruzioni Lego modificata con abbondante photoshop, come guardare un vecchietto imbottito di viagra, come… come guardare un gioco ad 8 bit che cerca di farsi strada nel mondo moderno!

L’effetto è ancora più impressionante quando dal menù delle opzione togliete completamente i “bordi” ai cubi con cui è composta tutta la grafica del gioco, alle volte sembra davvero di vedere delle foto di un modellino anche perchè l’aliasing è praticamente ridotto a zero.

Mi piace in pratica pensare che 3D dot game heroes sia il risultato di una copula tra un Nes e una Ps3 sotto acidi

Tutti i nemici presenti nel gioco sono stereotipi o cloni dei nemici gia visti in migliaia di giochi del genere, quindi preparatevi a combattere conigli, blob, ragni, maiali sparafrecce, api, spettri e polipi (si il bestiario è completamente clonato da quello di Zelda per un buon 90%) ai quali si aggiungono Golem, Draghi ed altri non ben definiti esseri che per quanto la mia fantasia ci provi non riesco proprio a definire (alcuni sembrano piante grasse, altri dei preservativi, sul serio, non si capisce). Occhio ai nemici con in testa l’icona della corona, sono più veloci e tolgono più punti vita.

I boss di fine livello hanno animazioni elaborate e fluide e sono notevolmente più dettagliati rispetto al resto dei personaggi del gioco. Ovvio che lo stile rimane sempre cubettoso e retrò.

Anche le magie sono delle palesi parodie della moderna tecnologia impiegata nei videogame: la prima magia si chiama Parallax, e altro non fa che applicare il Parallax Mapping su superfici lisce; La seconda si chiama Reflex, ed attiva sul personaggio un effetto di Environment Mapping che appunto riflette tutto quello che c’è attorno, magie avversarie comprese; il tono ironico/nerd del gioco è parte integrante dell’esperienza stessa.

Peccato solo per alcuni cali di framerate davvero inspiegabili, se non con il fatto che il gioco, nei dungeon così come nella mappa del mondo, continua a calcolare l’intera area anche se non viene visualizzata.

Ma parliamo delle musiche! Avrete come la sensazione di averle già ascoltate in passato, una su tutte il tema principale… altro non è che il tema di Zelda, stesse identiche note, solo rimiscelate per sembrare qualcosa di nuovo. E’ un po’ come leggere una frase scritta male ma con le due lettere finali al posto giusto (es ppope): il vostro cervello automaticamente si metterà in funzione, perlomeno dovrebbe santo cielo, facendovi riconoscere all’istante melodie che vi hanno accompagnato centinaia di migliaia di volte.

Piccola curiosità il personaggio di Tingle è basato su Koji Kondo, il creatore delle musiche di Zelda, Starfox, e tanti altri!

Actually, he is, his appearance is based on koji kondo and his personality is based on kondo’s and some other guys at nintendo

E se avete giocato Freshly-Picked Tingle’s Rosy Rupeeland ora anche voi vi starete chiedendo che razza di gente lavora alla grande N!

Stessa sorte riguarda gli effetti sonori, il ritrovamento di un oggetto (con le braccia protese verso l’alto e l’oggetto sfavillante), subire un attacco, il rumore dello scudo che viene messo in posizione, i fendenti delle spade, le cadute nei fossi… tutto sembrerebbe rippato se non per lievissimissime differenze che la maggior parte delle volte neanche riuscirete a cogliere!

Il gioco ovviamente non presenta dialoghi parlati, ma solo i classici rumoracci tipici dei giochi Jap di vecchia generazione, così come le musiche, a volte orchestrate, a volte con beat da Nes.

E basta! Parla del gioco!

Avete presente Zelda e i vari cloni usciti fino ad ora, dall’86 a oggi? Niente è mai stato così spudorato. Una lista di oggetti presenti nel gioco e le loro applicazioni forse riescono a farvi velocemente capire quanto sia feroce la voglia di From Software di fare un episodio della saga di Miyamoto:

Boomerang: Ferma i nemici, attiva pulsanti lontani
Stivali: vi permettono di correre (con tanto di animazione e rumore “tap tap tap” prima della corsa)
Arco e frecce: Attivano pulsanti “bersaglio”.
Scudo: è uno scudo!
Rampino: vi permette di raggiungere sezioni inaccessibili normalmente
Lampade e Candele: illuminano le parti buie del gioco
Bombe: Aprono le crepe nei muri

Qualcuno di voi scaltri potrebbe farmi notare che non è che con un Boomerang puoi farci i toast e con uno scudo giocare a calcetto e che questi oggetti sono comuni un pò in tutti i giochi del genere, per forza di cose. Vi darei anche ragione, ma tutto in 3DDGH si usa come si userebbe in un gioco di Zelda, allo stesso modo, con gli stessi risultati causa-effetto! C’è un enigma con i pulsanti sul terreno? Si sposta la vicina statua sulla griglia del livello; Porta chiusa? si uccidono i nemici e la porta si apre! Chiavi nei forzieri, Chiave del boss a forma di Diavolo, forzieri che appaiono uccidendo i nemici, caverne aperte a suon di bombe, c’hanno messo pure le Fatine. E’ un clone, anzi no, è Zelda al 100% e non gira su una console Nintendo!

In effetti mentre si gioca, sopratutto per chi ne ha passate tante assieme a Link, c’è questo continuo e persistente senso di deja-vu ma trovo che sia tutt’altro che fastidioso, anzi. Il fatto che nonostante siano passati quasi 25 anni un gameplay del genere continui a funzionare, sebbene con le dovute modifiche come salvataggi ovunque e altri vari servizi dati dall’essere comunque figlio dei tempi moderni, è per me un segno di enorme successo, prima per Nintendo stessa, ancor di più per From Software. Certo siamo lontani dagli sfavillanti dungeon a 4 giocatori di Zelda Four Sword (Dio benedica sempre i Flagship, quanto ci mancate!) ma il grado di sfida è comunque molto alto e gli enigmi e le mappe molto ben congegnate.

Non è difficilissimo come gioco, sopratutto per i più esperti, perché entrerete in modalità Zelda e capirete immediatamente come risolvere gli enigmi, e non è neanche cortissimo se si vaga alla ricerca di tutto quello che il titolo ha da offrire.

C’è tantissimo da esplorare oltretutto, ed una quantità abnorme di subquest ed oggetti speciali, Spade di diverso tipo, scudi da trovare, abitanti con cui parlare (e conviene sempre parlarci tanto, perchè per un niente si perdono intere subquest, un po’ come in… vabbè ormai ci siamo capiti no?) e segreti da scovare. Senza spoilerarvi nulla vi avverto che più di una volta potreste trovare caverne vuote (“mi hai distrutto il muro di casa, ora me lo ripaghi!” e giù 20 danari) così come caverne dedicate, tra cui la più bella è indubbiamente la From Cavern, con all’interno gli sviluppatori della software house che bellamente si prendono in giro sulla difficoltà di Demon’s Souls!

Mi chiedo per certi versi come mai non abbiano deciso di rilasciare questo titolo su PSN, non che averlo scatolato mi dispiaccia eh, ma non mi sembra un gioco che necessiti del supporto forzato del Blu-Ray disk. Ancora di più mi dispiace che sia uscito solo su Playstation 3 e non su Xbox360 che avrebbe aiutato sia le vendite sia la visibilità di questo titolo, magari appunto su XBLA. E’ un gioco ironico, idiota a tratti (brandire un enorme pesce come arma, e via di doppisensi), Nerdissimo in più punti, con un ottimo level design e un sacco di segreti.

Ha dalla sua un unico difetto, è originale come la scansione di una fotocopia scaricata illegalmente da internet. Ma nonostante tutto ha fascino, il 3D che si porta dietro è solo una farsa (e il gioco lo sa) perché la struttura reggerebbe anche su un Nes o un Game Boy! Però di tutti i giochi From Software usciti fino ad oggi questo è evidentemente intellettualmente il punto più alto raggiunto da questa casa Giapponese.

Grazie Nintendo.

Un articolo di the TMO

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per gli amici Timo, è in realtà Marco E. Giammetti, sul pianeta terra dal 1979 e grafico dal giorno prima. Ha cominciato a mettere le appiccicaticce manine sui videogame all’ età di 3 anni con un Vic 20 e non ha più smesso di giocare da quella data in poi, frequentando sale giochi malfamate e rischiando più volte la bocciatura a scuola per tentare di uccidere quell’ ultimo maledetto boss.

15 luglio 2010 Categoria: Speciale

Ci sono 4 commenti

Commenti

  • http://cafe.beavers.it/members/re12/ carmine

    bravo come sempre ^^

  • http://cafe.beavers.it/members/ilbodoz/ Andrea

    Sono davvero indeciso sul da farsi.
    Da una parte il prezzo ormai concorrenziale con cui lo si può trovare in UK mi alletta, lo stile è affascinante e divertente ed i sorrisi sono praticamente una promessa concreta.
    Per contro il suo gameplay estremamente obsoleto temo non mi faccia divertire…

    sono in difficoltà, tu TMO (oltre allo splendido speciale) che mi dici? A gameplay come siamo messi? Riesce ad appassionare nonostante le “volute” limitazioni?

    • http://cafe.beavers.it/members/admin/ the TMO

      Dipende da quello che cerchi: per chi è a ruota di uno Zelda classico è una manna dal cielo. L’alto livello di cretineria presente nel gioco per me è un plus, ma potrebbe essere un minus per chi vuole invece appassionarsi. Gli enigmi sono congegnati bene nonostante siano classicissimi. E’ un gioco da giocare con il giusto mood e con la voglia di tornare alla fonte, dove è partito tutto.

      Insomma se lo compri e non ti piace non cercare soldi da me perchè non te ne do. :tmo:

  • http://cafe.beavers.it/members/mdk7/ Mdk7

    Preso, 39.90 al GameStop.

    Ho buttato due ore solo con l’editor, che è grandioso.
    Ora inizio il gioco vero.

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