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Il paradosso Capcomiano

Il 1979 è stato un anno pieno di eventi paradossali: In quell’anno moriva il bassista dei grandissimi Sex Pistols (grande Sid!) per un inaspettatissima overdose; per la prima volta gli All-Blacks venivano battuti, in casa all’Eden Park, da una squadra omosessuale a Rugby (non scherzo, controllate su Wikipedia!); Nel deserto del Sahara nevicò per 15 minuti; ad Osaka, in Giappone, nasceva la Japan Capsule Computers (e il 13 di dicembre io ndTMO).

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Tra tutti, quello della Japan Capsule Computers continua a stupire anche ai giorni nostri. Detta società si occupava della produzione e messa in commercio di cabinati elettronici per videogiochi (Computer in Capsule, appunto). Tantissime società operanti nel settore dei videogiochi cominciarono a spingere il proprio marchio con vari acronimi, tipo la Service Games che divenne SEGA e l’Electronic Arts che divenne EA. Alla Japan Capsule Computers venne in mente di seguire il trend, ma l’acronimo divenne un problema: CC era troppo sputtanato, CACO avrebbe escluso a priori il mercato italiano (eh perchè SEGA e CACO in contemporanea è pure difficile ndTMO). Le prime lettere no, le prime due lettere no, allora provarono con le prime tre lettere: Capcom poteva funzionare. Dal 1983 quindi tutti i prodotti che arrivavano dalla società di Osaka erano prodotti dalla Capcom Co. Ltd.

Il primo coin-op creato da Capcom fu il Little League (1983), e il primo videogioco “vero” fù Vulgus (1984, altro anno storico: nasceva un certo Er`Pupo). L’approdo alle home console però arrivò nel 1985 con una conversione del gioco 1942 (il nome del gioco è proprio millenoventoquarantadue, per i non vecchi ndTMO) per il giovanissimo Nintendo Entertainment System. Da quel giorno Capcom sfornò migliaia di giochi, molti ebbero un successo stratosferico, nonostante paradossi e stranezze che vennero a seguire.

Tanti i personaggi famosi made in Capcom: Ryu di Street Fighter, Mega Man, Sir Arthur di Ghost’n’Goblins, Wesker di Resident Evil (si, lui c’è SEMPRE) (fanboy maledetto! ndTMO), Captain Commando di Captain Commando e tanti, tanti altri.

Il paradosso comincia da qui:

Captain Commando, il cui personaggio principale – Captain Commando (l’originalità al potere ndTMO) – doveva essere il titolo di punta che avrebbe attribuito a Capcom anche la mascotte ufficiale (CAPtain COMmando), ma il titolo non ebbe il successo sperato, dunque si ripiegò su altro marchio-mascotte: Mega Man.

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Tra giochi ufficiali, spin-off e apparizioni dei personaggi della serie, saranno usciti una cinquantina e più titoli con Mega Man (Rockmanper i giapponesi) ficcato dentro, a volte anche a forza.

La serie nonostante tutto ha sempre avuto un ottimo successo, anche nelle sue forme più disparate, vedi la saga per GBA di Megaman Network.

Capcom però decise di dare il colpo di grazia al marchio proprio pochi mesi fa, con Mega Man Legends 3. Il titolo in questione doveva uscire su Nintendo 3DS (ed io l’ho comprato apposta, possiate crepare tutti voi che avete preso questa decisione ndTMO), e Capcom aveva tutta l’intenzione di far uscire un gioco dai forti connotati fan-made, tanto da rilasciare una beta del gioco con un menù interno che permetteva ai giocatori di entrare nelle “viscere” della beta e modificare piccole cose nel gioco o dare suggerimenti agli sviluppatori. Tutto bello e funzionante, sulla carta. Un bel giorno però il titolo viene ufficialmente cancellato (come qualche mese prima Mega Man Universe). Perché? Perché probabilmente non avrebbe portato abbastanza introiti rispetto agli investimenti di sviluppo. Dunque Capcom ha cancellato ben DUE giochi della sua mascotte perché pensava che non avrebbero venduto, e soprattutto lo ha fatto dopo aver rotto le palle ai fan della serie con concorsi, votazioni pubbliche, e beta farlocche.

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Altro piccolo paradosso riguarda Ghosts’n Goblins, famosissimo platform 2D con il mutandato Sir Arthur. Titolo di grande successo molti anni fa, un grandissimo brand sfruttabile. L’occasione per rispolverarlo si presenta negli anni segnati dallo strapotere Playstation 2, console più diffusa delle lavastoviglie nelle case di tutto il mondo. Quale momento migliore per riproporre un grandissimo classico modernizzato? Nessuna, infatti fecero uscire Maximo. Anzi, ne fecero uscire due, proprio perché il titolo non andò malissimo, se lo avessero chiamato col suo VERO nome probabilmente oggi molte più persone ricorderebbero la saga di Gokumakaimura (G&G) no?

Uno dei titoli più paradossali di sempre è però Street Fighter: diventò famosissimo in 2D, diventa finto 3D, poi 3D flat, e poi ancora in 2D, e poi nuovamente 3D (facendo finta di dimenticare l’orripilante versione alla Mortal Kombat e personaggi tipo Skullomania ndTMO) ridiventando in quest’ultima incarnazione uno dei titoli più venduti/giocati. Purtroppo è uscito nell’era degli amati/odiati DLC (Downloadable Content), una cosa utilissima in rari casi, che però è vista dagli sviluppatori/publisher come metodo per spillare più soldi ai giocatori, pratica nella quale Capcom è ormai diventata il Gran Maestro Super Sensei. Prima ti appioppano Street Fighter IV a 70 Euro con vestiti e personaggi extra da comprare a parte, dopo 2 giorni esce Super Street Fighter IV a 40 Euro con tutti i personaggi extra usciti prima in DLC dentro un unico disco, ma con altri personaggi extra da comprare a parte. Non paghi di ciò, Capcom ha avuto il coraggio di annunciare una terza versione del gioco: Street Fighter IV Arcade Edition Ver. 2012. I picchiaduro pagano ad Osaka, come un altro bel successo made in Capcom: Marvel vs Capcom. Marvel vs Capcom 3 è un bel gioco, anche se alla modica cifra di 70 euro ci si portava a casa un prodotto che aveva dei contenuti su disco nascosti che per sbloccarli si è dovuto pagare altri Euro in DLC. Ma la grande C poteva far uscire una sola versione del gioco? Ovviamente no, ed allora ecco l’annuncio di Ultimate Marvel vs Capcom 3. Questa versione avrà altri personaggi, nuovi costumi, qualche stage in più e dei nuovi filmati. Considerando l’amore di Capcom per i DLC ci si aspettava un bel DLC-zavorrato da 30 Euro…e invece no. Il gioco uscirà in versione retail al prezzo di circa 40 Euro, con tante bestemmie da parte dei videogiocatori. Ma la cosa che vi stupirà è che non è questo il paradosso, ma ben altro: tutti ricorderete il terremoto che ha colpito il Giappone mesi fa, con Tsunami e centrali nucleari in Tilt. Ebbene, con una gran faccia da *censura*, Ryota Niitsuma – producer del titolo – ha dichiarato che si è scelto di pubblicare il gioco in versione retail a causa del catastrofico evento naturale. Cioè, sarebbe un po’ come decidere di andare a fare la spesa al centro commerciale che stà a 20 km da casa perché si ha la macchina rotta. Vabbè.

Capcom vogliamo ricordarcela ai tempi in cui un certo Shinji Mikami tirò fuori dal cilindro Biohazard. Il nostro amato Resident Evil. Il nuovo standard (all’epoca) per i giochi horror/splatter. Ambienti chiusi, telecamere fisse con regia perfetta (eh come no, talmente perfetta che l’ha rifatto 3 volte, di cui una scartando l’80% del contenuto originale! ndTMO) in quanto adattissima al tipo di gioco, la notte, il buio e gli zombie. Sì, ricordiamocela così la grande C, prima che riesca a incappare in un altro paradosso tipo tirar fuori un Resident Evil ambientato all’aperto sotto un sole equatoriale e senza zombie.

Uhm…

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Aggiunta di TMO

[bestemmie randomiche] è mai possibile non nominare Okami, Viewtiful Joe e Devil May Cry in uno speciale Capcom? Inaba, Kamiya e Ueda ce li dimentichiamo? Menti scappate proprio a Capcom, fortunatamente non rimaste a guardare soffitti. In questi ultimi anni mi chiedo che fine abbia fatto gran parte di Product Studio 4 (migrati in Platinum Games e suppongo Grasshopper? Probabile.) e l’indimenticabile studio Flagship creatori di Zelda portatili (fino a Minish cap) e del motore alla base di Re-make ed Onimush… ONIMUSHA?! DOVE CAVOLO L’AVETE MESSO? Ho comprato la Ps2 solo per giocare tutta la serie, all’epoca…e Lost Planet? il primo mi è piaciuto non tanto, di più, infatti hanno ben pensato di fare un sequel che non c’azzecca una BENEAMATA fava. Però è anche un pò colpa vostra: quanti di voi nerdazzi ha messo le mani su GodHand (e Okami, e Viewtiful Joe)? Non ci lamentiamo se poi ci ritroviamo con Resident Evil: Call of Duty e Dead Rising 2 bastardizzato.

Amarezza. Ma sopratutto non poter mai vedere Megaman Legends 3 veramente mi riempie la bocca di [parolacce a caso].

Riuscirà a redimersi con Resident Evil 6? Ashura Wrath? Resident Evil Revelations?
Capcom è paradossale, è vero ma se mi fermo a pensare, quasi mi viene in mente che forse semplicemente Capcom mi odia.

Un articolo di Er Pupo

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Se mi trovo qui é perché sono romano: ho conosciuto Marco all’expocartoon di Roma quando ancora era un fanboy SEGA, scriveva su un sito di Videogiochi che seguivo e si faceva chiamare TMO (senza l’articolo). Con la morte del Dreamcast TMO impazzì, e ne seguirono una serie di eventi (durati 10 anni e passa) che senza motivazione apparente mi hanno portato a scrivere su Beavers. Sapevo di TMO project quando ancora era nella testa di Timo, anche se non ho ancora ben capito cosa sia, e sono a conoscenza della passione, il tempo ed i soldi che ha dedicato da anni a questa parte. Ancora mi chiedo però cosa significasse la sua vecchia mail, “mamameg” (rischierei la scomunica ndTMO) pero’ sono felice e onorato di essere qui. I miei vizi sono solo sigarette e gaming, dunque va da se’ che sto’ sempre senza na lira (cosa che ci accomuna un pò tutti, su questo sito ndTMO)!

23 Gennaio 2012
Categoria: Speciale

Commenti

7 risposte a “Il paradosso Capcomiano”

  1. Gabriele a.k.a. gabbre ha detto:

    Capcom: ascesa, successo e declino di una software house storica. Dopo la gen PS2 hanno iniziato a mandare quasi tutto a quel paese, è una delle più grandi delusioni nella mia carriera videoludica. Il loro volersi occidentalizzare a tutti i costi affidando i loro brand più famosi a degli studi occidentali ha dato il via a una serie di titoli uno più brutto dell’altro. Certo poi sono nati i Platinum FTW. Usando un paragone molto raffinato è come se Capcom fosse Majin Bu, il quale si è diviso in Majin Bu basso brutto e cattivo (Capcom) e Majin Bu cicciotto buono e simpatico (Platinum). Cosa c’era nel the stamattina? Forse era corretto. Asura’s Wrath è anime (con tanto di frame che chiude la prima parte e apre la seconda e scritta in giappo alla fine del capitolo) mascherato da videogioco, un laser game. L’atmosfera, il suo essere esagerato oltre ogni limite lo rendono talmente trash che fa il giro e diventa bello ma NON ha un gameplay, è un laser game.

    PS. eeeeee ma Resident Evil non è più Resident Evil :V

  2. Wolfgang Vitale ha detto:

    Ho dovuto interrompere la lettura arrivato al bozzetto di Mega Man :D

    Per il resto:

    – i DLC di SSFIVAEV12 fanno ridere i polli
    – attendo con ottimismo RE6
    – Asura non mi è mai interessato
    – DmC sarà un bel gioco

  3. Ho letto l’articolo fino alla fine con la sensazione che mancasse qualcosa, poi è giunta finalmente la postilla di Timo. :D

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