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The Division

E voi, siete pronti per la Di-vision? :V

The Division

Dopo tutte le ore che ci ho speso mi accingo a recensire il gioco che in tanti amano odiare.

Tom Clancy’s The Division è l’ultimo gioco rilasciato da Ubisoft, la compagnia che tutti amano odiare.
Il perchè e per come questo sia un approccio totalmente sbagliato lo riservo ad un altro articolo, e per ora passo a recensire The Division.

Soldi avvelenati

Per chi non lo sapesse, The Division è un gioco semi-mmo, full rpg, part cover shooter ambientato in una parte di Manhattan dopo che un pazzo terrorista ha contaminato un sacco di banconote con un virus mortale e le ha distribuite poco prima del Black Friday nel tentativo di ridurre il numero di persone decedute durante la frenesia che assale gli americani durante questa magica notte, in cui un pelapatate anale a microonde con vibrazione massaggia-prostata diventa immediatamente indispensabile solo perchè costa il 70% in meno del solito.
Il piano però non funziona benissimo, ed un sacco di gente muore. Questo convince il governo americano a fare l’unica cosa possibile, mandare l’esercito a gestire quello che dovrebbe essere gestito da medici. Questo ovviamente non va benissimo ai cittadini, che, dopo aver visto un sacco di volte il fillm “Gangs of New York”, decidono di tirare su il cappuccio delle felpe e cominciano a spararsi l’un l’altro. Scenario piuttosto plausibile, se chiedeste a me.
A questo punto, visto che l’esercito ha fallito, resta solo una cosa da fare:attivare La Divisione. Vedete, in piena violazione di ogni diritto e libertà civile il governo americano ha disseminato un sacco di agenti super addestrati in mezzo alla popolazione civile. Coperti da quasi totale immunità una volta attivati, gli agenti della Divisione sono liberi di fare tutto ciò che serve per assicurare la continuità e la legittimità di governo, in pieno stile Giudice, Giuria e Boia. E lo faranno nell’unico modo possibile, sparando in faccia ad un sacco di gente e soprattutto sparandosi in faccia l’un l’altro per un nuovo paio di guanti.

Ok, la trama non è il punto forte della produzione.
A migliorare le cose ci sono molti segreti da scoprire in giro, che raccontano la situazione dal punto di vista di persone normali, tipo i rapporti dei primi soccorsi agli albori dell’epidemia, o registrazioni telefoniche di civili che chiaramente non hanno idea della situazione. Alcuni sono estremamente tristi, visto che lo scenario raccontato è fin troppo plausibile.

Troppo reale per essere un RPG

Una cosa che in tantissimi non sembrano aver capito è che The Division è in tutto e per tutto un RPG. Il gioco è molto più vicino a WOW che non a Gears of War. L’equipaggiamento è indispensabile e sarà praticamente l’unica differenza tra vita e morte. Le Skills e la build conteranno molto di più che le vostre abilità con il joypad e, per quanto il gioco richieda di utilizzare le coperture, questo è assolutamente non abbastanza per sopravvivere ai nemici, che compensano una scarsa intelligenza tipica dei mobbini degli MMO con una aggressività pari a quella di un fan di Star Trek quando gli dici che Darth Vader è il tuo capitano preferito.
Si offrono un minimo di coperture, hanno i classici tank che avanzano, lanciano granate, fanno del loro meglio per essere fastidiosi insomma.

Qui si giunge ad uno dei punti di controversia riguardo al gioco: è assolutamente necessario essere in grado di dissociare lo stile iper-realistico del mondo di gioco con il gameplay , per poter godere del titolo a pieno, .
Essendo un RPG tutto è regolato da numeri. Le armi hanno statistiche, ed i nemici hanno punti vita. Questo da origine ad alcune situazioni quantomeno paradossali. A volte, per uccidere nemici elite, sono necessari diversi caricatori di fucili da cecchino inseriti nel loro cranio a colpi di headshot. Mentre tutto questo ha un peso decisamente meno influente in un universo Fantasy o Sci-Fi, in un setting realistico come quello di The Division viene abbastanza naturale una sensazione di “sbagliato” quando un headshot non abbatte una persona in felpa e bandana.

Parlando di realismo… Chiunque si lamenti del livello di grafica e dettaglio di The Division è un idiota abbagliato da polemiche sterili. A livello ultra e con tutti gli effetti abilitati il gioco è qualcosa di meraviglioso. Tantissimi dettagli, illuminazione dinamica eccellente, effetti atmosferici dinamici, il gioco è una festa per gli occhi. Anche parlando del famigerato downgrade rispetto alla versione mostrata all’E3 siamo comunque davanti ad un prodotto che tecnicamente mangia in testa a quasi tutte le produzioni AAA recenti. Il doppiaggio è altrettanto eccellente, con attori più che competenti e linee di dialogo non completamente terribili, come spesso invece vediamo in molti giochi. C’è anche poca dissonanza fra i dialoghi dei personaggi nei filmati e nei comportamenti al di fuori della trama principale.
Almeno fino a che non consideriamo il giocatore/personaggio principale.

Eh si, perchè se da un lato siamo i paladini del governo, pronti a ripristinare l’ordine sociale in cui solo noi possiamo uccidere gente perchè indossano una felpa, dall’altro possiamo entrare nelle Dark Zones. Nelle zone PVP non c’è la sorveglianza dello stesso governo che stiamo ricostruendo giusto dietro il muro, e qui siamo liberissimi di sparare ad altri agenti nelle spalle per raccogliere i loro crediti. La dissonanza narrativa di questa parte mi ha ricordato enormemente GTA4, dove Niko arriva stanco di guerra e violenza, ricordandocelo costantemente in ogni filmato, solo per trovarsi a guidare sui marciapiedi durante un appuntamento galante appena ne abbiamo l’occasione e troviamo un semaforo rosso.
Le dark zones sono anche quello che il gioco passa per end-game. Ci sono missioni giornaliere per accumulare valuta per comperare equipaggiamento e le sezioni PVP open world. Il contenuto finale è quindi piuttosto povero.

Il risultato

Il gioco di per se non è brutto. È da parecchio che non avevamo un RPG action di questo tipo e con questa rifinitura finale. La progressione è interessante ed i dungeon sono belli da giocare in compagnia, ma il prodotto tende ad essere ripetitivo piuttosto rapidamente.
Tecnicamente è realizzato benissimo. A livello di grafica e solidità il prodotto è impressionante ed il motore è estremamente scalabile ed adatto a una gran varietà di macchine.
Peccato per la noia e ripetitività. Magari migliorerà con i molti DLC già annunciati.

7

Un articolo di Prophet

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Sono capitato su questo sito di pazzi parecchio tempo fa, un semplice lettore come voi comuni mortali, ed il sito era differente allora; tutto era più semplice a quei tempi. Ma un giorno cominciarono le recensioni, e sentii un disturbo nella forza. TMO, Pupo e LostTrainDude erano soli e disperati, e solamente il successore della divina recensione di Hokuto poteva salvarli, ma era occupato. Quindi ho cominciato a dare una mano io. Gioco ai videogiochi da quando convinsi i miei genitori a regalarmi un Master System per Natale, e da allora non c'è stato giorno in cui non abbia trovato un modo per fare una partita ad un qualunque sistema di intrattenimento elettronico. Questo purtroppo ha generato in me un errore critico di sistema, da cui è nato Casimiro; personificazione di tutto ciò che c'è di sbagliato e corrotto nella community dei videogiocatori. Almeno ci fa ridere.

18 aprile 2016 Categoria: Comics Review

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