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Dark Souls 2

Nel 2011 milioni di videogiocatori si sono ritrovati a dover comperare nuovi joypads, televisori, fidanzati e probabilmente anche gatti e sorelle.
Nel 2014, la situazione si ripete.

Dark Souls 2

Dark Souls 2

Normalmente comincio le mie recensioni parlando un poco della storia del gioco, del suo mondo, dei suoi personaggi. Nella serie “Souls” questo è tutto abbastanza complicato perché From Software (gli sviluppatori del gioco) non hanno dato molte informazioni, ed il gioco non è certo pronto a riempirvi di documenti, backstory, informazioni o cartelli turistici che indicano i posti più belli da visitare (a quello ci pensano i giocatori stessi, ma ci arriviamo fra poco). Per ora vi metto giù le informazioni che sono riuscito a capire.

Esiste un mondo di ambientazione tipicamente fantasy. Gli abitanti di questo mondo possono venire contagiati da una fantomatica maledizione (the curse) che piano piano consuma la loro anima fino a trasformarli in Hollow, cioè non morti che predano sui viventi per consumare le loro anime perché privi della propria. Il protagonista è infetto e si mette alla ricerca di una cura, che le leggende dicono sia nascosta nel regno di Drangleic. Arrivato in Drangleic il giocatore incontra una misteriosa donna che ci informa sull’unico modo per curare la nostra condizione: consumare le anime di 4 esseri particolarmente potenti. Per fare ciò però dobbiamo renderci più forti, e per renderci più forti dobbiamo raccogliere molte anime minori.
Quindi, per non diventare un non morto che preda le anime dobbiamo andare in giro a predare le anime. Non fa una piega.

Gorgeous View

Ah, quante volte leggerete quel commento… E non sempre a ragione. Il gioco non è male dal punto di vista grafico, sicuramente migliorato rispetto al precedente, ma siamo ancora ben lontani da ciò che la PS3 può fare in termini di poligoni ed effetti. La cosa in cui il gioco è decisamente ben realizzato però, è l’atmosfera. Il design dei livelli, le palette cromatiche, ed in generale l’aspetto e l’architettura sono di altissimo livello.

Il gioco è chiaramente collegato al precedente come stile, ma riesce comunque a dare l’idea di essere in un posto nuovo; altra cosa che dà un’ottima sensazione è anche il senso di continuità delle mappe. Tutto, o quasi, quello che si vede in lontananza è un punto che prima o poi si raggiungerà durante le nostre peregrinazioni a base di omicidio, improperi e soddisfazione.

Eh si, perché questo gioco, ve lo dico fin da subito, è estremamente soddisfacente. Ogni passo, ogni anima collezionata, ogni scorciatoia sbloccata ed ogni boss sconfitto vi resterà nel cuore. La soddisfazione di un lavoro ben fatto quando uno dei nemici più tosti cade sotto i colpi della vostra arma è immensa e gratificante, ed è in buona sostanza ciò che dona fascino al gioco. Questo, così come il fatto che il gioco è difficile, ma imparziale. Ha le sue regole e le segue sempre. Il gioco non vi ucciderà barando e se (o meglio: quando!) morirete sarà per un vostro errore, mai perché il gioco ha deciso così.

Dal punto di vista del gameplay ci troviamo dinanzi ad una piccola gemma. Ci sono moltissime armi ed armature, ed ognuna dona una sensazione differente; trovare il vostro equipaggiamento preferito non sarà cosa facile, e quando lo avrete trovato vi renderete inesorabilmente conto di quanto possa essere poco pratico in determinate situazioni. I nostri attacchi saranno infatti bloccati dai muri, quindi un attacco rotatorio di alabarda non sarà consigliabile in uno stretto corridoio, ed un attacco a ghigliottina non funzionerà con un soffitto basso. Tutto questo rende gli scontri estremamente tattici; anche senza rendervene conto il vostro cervello correrà a mille all’ora per tenere conto di posizionamento, velocità di attacco, difesa, ambiente circostante, numero e velocità dei nemici. Questo gioco vi costringerà a pensare, e tanto, anche perché la penalità per morti miste ed assortite è davvero pesante. Non solo perderemo le anime collezionate fino ad ora (che resteranno in una pozza di sangue da cui potremo raccoglierle, a patto di non morire di nuovo prima di averle raggiunte e collezionate), ma la nostra barra di vita massima calerà un pochino; e continuerà a calare fino a quando non saremo rimasti solo con il 50% di vita massima. In buona sostanza, è un pochettino più facile del precedente, dove la nostra vita scendeva al 50% alla prima morte.
Come nel gioco precedente è inoltre possibile tornare in forma umana, ma ci costerà un oggetto particolare, una human effigy. Questi oggetti non sono particolarmente comuni, ma si trovano con abbastanza regolarità, tanto che non ne ho mai sentito la mancanza. Inoltre è possibile usare le Effigy ovunque, non solo ai bonfire; questo ci dà la possibilità di pulire la strada fino al boss senza rischio di perdere l’umanità se si viene sconfitti, trasformarci in umani ed evocare aiuto.
Questo mi porta a parlare della sezione multigiocatore del titolo. Il tutto era praticamente perfetto nel gioco precedente, e tale e quale è rimasta in questo. Vagabondando vedremo pozze di sangue che ci mostreranno come altri giocatori sono morti, messaggi lasciati da giocatori in giro per il mondo, e se in forma umana potremo essere invasi da spiriti nemici oppure evocare altri giocatori per un po’ di Jolly Cooperation. Tutto come prima, tutto decisamente valido.
Dal punto di vista sonoro il gioco è realizzato molto bene. Sarà importantissimo prestare attenzione ai gemiti e grugniti dei nemici, visto che le ambientazioni sono abbastanza scure e talvolta sarà difficile identificarli con gli occhi. Ottimo il doppiaggio degli npc, con una gran varietà di accenti fra inglese, scozzese ed irlandese.
Qualche differenza dal primo gioco comunque c’è. Come già detto, possiamo diventare umani dove vogliamo e sono stati inoltre aggiunti dei consumabili per farci recuperare vita senza dover sprecare le Estus. All’inizio del gioco ne avremo una sola ma aumenteranno trovando le Estus Shard. Non possiamo più livellare dove ci pare, ma dovremo andare fino all’hub centrale come in Demon Souls; ma il cambiamento più grande è che i nemici ora respawneranno solo 12 volte.

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Possiamo dire dunque addio al farm insensato di npc. Se questo rende più accessibili determinate aree, rende anche molto più grave il perdere le proprie anime poiché sono ora in numero limitato.
E c’è anche da dire che al momento in cui sto scrivendo, le armi craftate dalle anime dei boss fanno davvero davvero cagare.

Il commento finale

Dark Souls 2 è un gioco fantastico. Soddisfacente e divertente nel senso più puro; tuttavia può anche essere estremamente tedioso e frustrante se ci si ritrova incastrati in certi punti particolarmente ostici. Il gioco è leggermente più accessibile del precedente ma questo non vuol dire che è un gioco per tutti. La difficoltà è ancora estremamente alta, ma se si ha voglia di investire tempo ed energie il gioco ci ricompenserà con ore indimenticabili. Ed una nuova lista di insulti che creeremo su misura per permetterci di passare attraverso questa temprante esperienza.
Praise the sun.

9

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Un articolo di Prophet

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Sono capitato su questo sito di pazzi parecchio tempo fa, un semplice lettore come voi comuni mortali, ed il sito era differente allora; tutto era più semplice a quei tempi. Ma un giorno cominciarono le recensioni, e sentii un disturbo nella forza. TMO, Pupo e LostTrainDude erano soli e disperati, e solamente il successore della divina recensione di Hokuto poteva salvarli, ma era occupato. Quindi ho cominciato a dare una mano io. Gioco ai videogiochi da quando convinsi i miei genitori a regalarmi un Master System per Natale, e da allora non c'è stato giorno in cui non abbia trovato un modo per fare una partita ad un qualunque sistema di intrattenimento elettronico. Questo purtroppo ha generato in me un errore critico di sistema, da cui è nato Casimiro; personificazione di tutto ciò che c'è di sbagliato e corrotto nella community dei videogiocatori. Almeno ci fa ridere.

10 aprile 2014 Categoria: Comics Review

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