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Flashback

No, non è un gioco in cui si infilano macchine fotografiche in posti strani, tranquilli.

Flashback

E’ stato uno dei giochi che ha contribuito pesantemente alla mia formazione da videogiocatore, il dualismo con Another World è fonte di chilometriche discussioni ancora oggi: Flashback uscì nel 1992 prima su Amiga e successivamente su tantissime altre piattaforme, e il grandissimo lavoro fatto con la tecnologia rotoscope (filmare i movimenti di vari attori e poi ripassarli a mano, un antenato del mocap ndTMO) portò a risultati eccellenti in termini di grafica e soprattutto nelle animazioni dei personaggi, tanto che il genere viene definito “cinematic platform”. Paul Cuisset -creatore e artefice del successo di Flashback- ci riprova oggi, con una nuovissima versione del suo vecchio capolavoro.

La foga di vedere il trattamento riservato ad uno dei miei giochi preferiti mi ha portato a cominciare subito la campagna al massimo livello di difficoltà su tre disponibili, e poi, con mia sorpresa, ho dovuto scegliere se sfruttare una serie di elementi di gioco del tutto nuovi, come ad esempio la mappa, vari indicatori, ed una serie di altre opzioni per facilitare il cammino del protagonista Conrad B Hart.

Flashback is back!

Tutti i filmati, intro inclusa, sono realizzati ex novo, mentre i livelli -rinnovati nella grafica e nei particolari- sono rimasti strutturalmente quasi identici, salvo alcune modifiche che hanno privato il gioco di quel po’ di esplorazione presente nell’originale. Dieci anni fa Flashback presentava le migliori animazioni tra i prodotti del suo tempo ed è stato davvero demoralizzante scoprire che in questa versione sono almeno cinque spanne inferiori sotto tutti i punti di vista, soprattutto in termini di fluidità e interpolazione. A questo vanno aggiunti una serie di bug e glitch che possono portare anche al restart forzato dall’ultimo checkpoint, situazioni spiacevoli che vanno ad aumentare man mano che si prosegue nel gioco.

Per quel che riguarda il gameplay, spiccano parecchie novità: un sistema di crescita personalizzata del protagonista legata ai punti esperienza e alcuni oggetti messi a disposizione di Conrad, come il visore hi-tech che permette di evidenziare tutti gli elementi con i quali può interagire o che sono da evitare. Soprattutto per quest’ultimo oltre ad essere quasi inutile per l’avanzamento nel gioco, è un elemento inficiante per l’atmosfera, il Flashback classico si basa sull’esplorazione e la “scoperta” delle location, con relativo studio delle situazioni ed ingegno nel come proseguire usando tattiche o anche fasi trial&error. L’aver aggiunto il visore e tutti quegli elementi selezionabili ad inizio gioco ha snaturato parecchio l’idea originale, tanto da aver reso l’esperienza molto più guidata e semplice.

Anche gli scontri a fuoco sono cambiati, con sparatorie più dirette e senza troppi calcoli preventivi, conseguenza del nuovo sistema di puntamento a 360 gradi. Questa variazione potrebbe incontrare anche il favore di molti, e giocando alla difficoltà massima un po’ del gameplay originale riaffiora, costringendo il giocatore allo sviluppo di una tattica preventiva soprattutto con alcune tipologie di nemici. Anche in questo caso però, più si prosegue nel gioco e più il combat system si rivela inadeguato al nuovo level design, con situazioni caotiche e gravissimi casi di command lack. A tutto questo sono state aggiunte fasi stealth con meccaniche quantomeno confuse, che denotano una certa superficialità di realizzazione.

Back to Flashback.

Tornando all’atmosfera snaturata, uno degli elementi che ne evidenzia il fatto è notabile nelle prime fasi di gioco, ovvero quando il personaggio principale apre bocca per la prima volta: tralasciando il doppiaggio italiano a livelli infimi, si scopre che il Conrad taciturno e dalla parvenza seria ha lasciato il posto ad un personaggio che parla troppo e lo fa anche con una certa spavalderia. Non che mi siano indigesti questo tipo di personaggi, anzi, ma non penso sia la personalità che si addice ad uno che non ricorda nulla del suo passato e che si ritrova in una giungla da solo.La vecchia personalità, insieme all’assenza di ogni tipo di indicatore o aiuto, era uno degli elementi che secondo me contribuiva a trasmettere la sensazione di solitudine e disorientamento provata dal protagonista, il che rendeva tutto più coinvolgente.

Questo Flashback si aggiunge alla collezione di occasioni perse da VectorCell, che ha cercato di rinnovare uno dei classici migliori di sempre senza riuscirci (neanche a dire che lo conoscevano poco). Il fallimento non deriva tanto dalle grandi novità di gameplay, che se curate meglio sarebbero state più che accettabili, ma proprio dalla superficialità con la quale sono state realizzate e implementate. I gravi problemi tecnici, grafici, e i bug fanno rientrare questo Flashback nella categoria giochi pessimi. Il nuovo tentativo di Paul Cuisset sembra il risultato di uno sviluppo frettoloso e mal studiato, che precipita in tutti i suoi aspetti con il passare dei livelli; un lavoro a metà tra rivisitazione e remaster, due trattamenti che invece di fondersi armoniosamente si sono scontrati causando parecchi danni . Per fortuna nel download è compresa anche una delle tante versioni originali (non la migliore, ma sempre meglio che nulla), cosa che gli fa guadagnare un punto nella valutazione finale.

null4.5

Un articolo di Er Pupo

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Se mi trovo qui é perché sono romano: ho conosciuto Marco all’expocartoon di Roma quando ancora era un fanboy SEGA, scriveva su un sito di Videogiochi che seguivo e si faceva chiamare TMO (senza l’articolo). Con la morte del Dreamcast TMO impazzì, e ne seguirono una serie di eventi (durati 10 anni e passa) che senza motivazione apparente mi hanno portato a scrivere su Beavers. Sapevo di TMO project quando ancora era nella testa di Timo, anche se non ho ancora ben capito cosa sia, e sono a conoscenza della passione, il tempo ed i soldi che ha dedicato da anni a questa parte. Ancora mi chiedo però cosa significasse la sua vecchia mail, “mamameg” (rischierei la scomunica ndTMO) pero’ sono felice e onorato di essere qui. I miei vizi sono solo sigarette e gaming, dunque va da se’ che sto’ sempre senza na lira (cosa che ci accomuna un pò tutti, su questo sito ndTMO)!

20 settembre 2013 Categoria: Comics Review

Ci sono 1 commenti

Commenti

  • http://erpupo.wordpress.com/ Er`Pupo de Beavers.it

    Mi sento di poter dire che delle cose dette nel video non sono riusciti a farne manco una.

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