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30 Anni di Nes

30 Anni di Nes

30 anni, il Nintendo, ancora ricordo quando mio Padre mi chiese: “perchè vuoi il Nintendo se hai lo Spectrum?” ed io a 9 anni a modo mio cercavo di fargli notare che c’era una lieve differenza tra l’inserire una cartuccia e giocare piuttosto che aspettare 45 minuti per un clone di arkanoid con un livello solo.

Ho avuto attimi di panico in negozio per evitare di farmi comprare il Master System, porca miseria, si era fissato, forse per il colore nero e la forma da registratore. Però usciti dal negozio (ora nello stesso locale c’è un negozio di scarpe, per la cronaca) e agganciata la console al televisore in bianco e nero mi ricordo che ogni occasione era buona per trovare mio padre nascosto dietro la poltrona a giocare a Duck Hunt.

Indubbiamente il gioco che mi è rimasto più nel cuore è stato Zelda 2: eravamo io, il NES ed il dizionario di inglese. Ho passato ore a camminare appresso alle signorine delle città soltanto perchè avevo sbagliato a tradurre “don’t follow me”, non conoscendo il significato di “don’t”.

Così come sono rimasto perplesso per anni pensando a questa schermata:
null
Chiedendomi che significato avesse, nonostante la spiegazione ufficiale ho cercato di darne uno mio.
A 12 anni dopo essermi bloccato infinite volte presi coraggio e lo ricominciai tutto da zero. Con scarso risultato. Chiamai anche la Hotline Nintendo, essendo abbonato al Club Nintendo, riuscendo ad arrivare grazie ad un ottimo suggerimento all’ ultimo Dungeon. Ma senza aver preso tutto il necessario per aprirlo.

L’ho finito a 18 anni, bestemmiando in aramaico antico e chiedendomi come avessi fatto 6 anni prima ad arrivare fino a quel punto vista la difficoltà di gioco estrema. Oltretutto è l’unico titolo della saga in cui finalmente alla fine perlomeno ci scappa un bacio tra Link e Zelda.

Il Demons’S Souls della mia infanzia in pratica.
Auguri Nes.

Un articolo di the TMO

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per gli amici Timo, è in realtà Marco E. Giammetti, sul pianeta terra dal 1979 e grafico dal giorno prima. Ha cominciato a mettere le appiccicaticce manine sui videogame all’ età di 3 anni con un Vic 20 e non ha più smesso di giocare da quella data in poi, frequentando sale giochi malfamate e rischiando più volte la bocciatura a scuola per tentare di uccidere quell’ ultimo maledetto boss.

17 luglio 2013 Categoria: Comics

Ci sono 3 commenti

Commenti

  • Nicola

    Slept, non sleeped :P ;) La prendo come una vignetta ideata quando avevi 8 anni :P
    Per il resto, articolo e striscia stupendi, come sempre… ormai ogni post è una garanzia :)

    • the_TMO

      ARGH!!!! Grazie!

  • Massimiliano Cesare Brandini

    bella striscia timo, come sempre.

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